“A chi ha, sarà dato …”

” … e a chi non ha sarà tolto”

E così abbiamo i primi due provvedimenti di Berlusconi: detassazione degli straordinari (vedi ieri) e abolizioni dell’Ici sulla prima casa (per tutti questo e il fondo sul Corriere del 18 maggio us di Francesco Giavazzi”. Infine, riassuntivo ed autorevole per il predicatore e per il pulpito, l’articolo di Tito Boeri sul FT di oggi.

Più ci penso, più leggo e meno li capisco. Va bene ridurre le tasse, ma che serva ad aiutare i più deboli e a rilanciare l’economia.

Tutte le mie riflessioni partono dall’ipotesi che la variabile determinante, ieri ma ancor più e sempre di più oggi, sia il consumo.

Vale per i rapporti di potere e vale per l’economia. La crisi attuale mi pare determinata da una riduzione del consumo, a cominciare da quello degli americani e, a cascata, di tutti. E quindi la via d’uscita dovrebbe essere lo stimolo ai consumi e per questo, per quel poco che capisco, negli Usa si è usata la leva fiscale. Da noi si rinucia a, se non ricordo male, 2 miliardi di euro ma non credo che questi saranno usati dei beneficiati per aumentare i propri consumi.

Lasciamo stare gli effetti antiegualitari di ridurre le tasse ai proprietari di case, lasciamo stare gli effetti catastrofici sull’autonomia fiscale degli enti locali con annessi e connessi, ma dubito che i soldi risparmiati dall’Ici finiscano ad incentivare i consumi come forse avrebbe fatto una riduzione delle aliquote Irpef o un aumento delle detrazioni per i bassi redditi.

Un esempio banale e personale: fra mia moglie e me penso risparmieremo fra i 500 ed i 1000 euro su base annua, ma dubito che questo risparmio si tramuti in aumento dei nostri consumi e quindi in uno stimolo oer l’economia.

Forse è vero che l’ICI è  ”la tassa più odiata dagli italiani”, come scrive il Corriere di oggi, ma compito di una vera classe dirigente è quello di fare ciò che più piace o ciò che è più utile? E non è forse anche suo dovere indicare la strada, anche quando non è proprio la più gradita?

Aggiunta del 20 nov 2008. Link a questo commento trovato sul sito del Nens, data giugno 2009, ma evidentemente dello scorso giugno, dove si portano alcuni nuemri, per altro generici, ma probanti, a sostegno della mia tesi

Identiche le riflessioni per quanto riguarda gli straordinari: premia chi ha già un lavoro, chi ha la fortuna di lavorare dove la domanda tira di più. E gli altri?

Ecco perché le riflessioni di stamattina sul giornale sono andate alla massima evangelica:

“a chi ha, sarà dato, e a chi non ha, sarà tolto”

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