Non ho mai amato la finanza.
Non le nostre fiamme gialle, ma gli operatori finanziari.
Ho sempre considerato dei poveri disgraziati gli operatori costretti a lavorare nelle sale cambi o di contrattazione: quei posti che giudico da incubo, con file infinite di computer pieni di grafici dove le persone cercano di indovinare come si comporteranno gli altri, per imitarli e procederli, secondo me dimenticandosi completamente della economia reale, della gente che produce, consuma, vive a dispetto delle loro previsioni.
E’ con grande piacere che ho notato che il post più letto di quelli messi in fila in questi mesi è quello dell’ottobre scorso sulla crisi dei mutui subprime: non un commento, ma uno sfogo sbocciato spontaneo quando, poco alla volta, mi è diventato più chiaro, non sono uno specialista, che cosa era veramente successo negli Usa.
Non è che adesso ci stanno facendo fare la stessa fine, con un’altra delle loro trovate, la scommessa sulla continua crescita del prezzo del petrolio? Loro scommettono, il prezzo sale e non è poi che l’economia mondiale, già malandata, peggiora con il simpatico risultato che loro perdono la scommessa e noi viviamo peggio per niente?
06 giu 2008
Anche il FT comincia ad annusare che potrebbe esseri un rischio di speculazione finanziaria dietro l’aumento del prezzo del petrolio e propone, se non ho capito male visto la tecnicità dell’argomento che mi sfugge nella sua concreta operatività, di aumentare il deposito a garanzia. A me preme segnalare che anche col petrolio si rischia che la speculazione finanziaria provochi indebiti danni all’economia reale. Uomo avvisato …