Situazione economica, sviluppo e consumi

Quel che mi diverte di più di Internet è che c’è sempre chi vede lo stesso bicchiere o mezzo pieno o mezzo vuoto. Quest’articolo, del solito sito American.com, vede la situazione economica con gli occhiali rosa.

E lo fa in maniera molto intelligente, allrgando la prospettiva storica di analisi della situazione americana e, soprattutto, liberandosi dai soliti indicatori economici per rifrasi a ben più concreti, per ciascuno di noi, indici di utilizzo di certi beni eo di consumo di certi altri.

Gli autori, vice presidente anziano e capo economista della FED di Dallas e “senior economic writer” della stessa banca, lo riconoscono esplicitamente ed è da tener presente, nella mia ottica di analisi “Income and wages are often used as gauges of progress, but consumption is the best measure of rising living standards. Products that began as luxuries only the rich could afford in time came within the means of just about all U.S. households“.

E lo fanno allegando, in una rapida ma esauriente carrellata, una serie di interessanti grafici: i prodotti presenti nelle case americane, quanto è posseduto anche da quelli che oggi sono considerati poveri, e, soprattutto, quanto lavoro costa procurarsi lo stesso paniere di beni: la crescita della produttività ha arricchito Gli Stati Uniti.

E ha arricchito anche noi, anche se non ce ne accorgiamo o non vogliamo accorgercene. Ma è un discorso che potrebbe sfociare nel moralismo, ma una piccola noterella la voglio fare. La Confcommercio afferma allarmata che i nostri consumi stanno precipitando. Ed è vero. Ma poi scopri che se diminuiscono benzina ed alimentari, crescono i consumi di cosmetici e di servizi telefonici. Ma è questo quello di cui abbiamo bisogno? Che società è quella che mangia di meno, ma continua a telefonare e a farsi bella?

Lascia una Risposta