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Separazione delle carriere e conflitto di interessi

L’una è un cavallo di battaglia di Berlusconi, la seconda dei suoi oppositori.

Ma la raggelante notizia, data quasi in sordina ma con autorevolezza dal Corriere della Sera di oggi, dimostra che in realtà Berlusconi dei grandi temi civili e sociali non se ne cura e li usa solamente in modo strumentale: a lui, come sempre, interessano i suoi problemi ed i suoi interessi personali.

Per difenderli, perso l’appoggio di Craxi, è sceso in politica, non per salvarci dai comunisti, e delle regole che dovrebbero aiutarci a gestire la nostra società civile, se ne frega. E con lui se ne fregano non solo i suoi collaboratori, ma, a quanto pare, anche chi di tali regole dovrebbe essere il nmassimo custode.

La notizia è in un fondo di Bianconi, nella pagina dei commenti: nei giorni scorsi si è svolta una “conviviale” cena fra Berlusconi, il ministro della giustizia, Alfano, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Letta, i presidenti delle commissioni giustizia di Camera e Senato e ddi due, non identificati ma certamente noti al giornalista, giudici della Corte Costituzionale.

Facile immaginare il tema della conversazione fra tanti personaggi altolocati: la prossima decisione della Corte sul cosidetto lodo Alfano, la prima legge della legislatura, quella fortemente voluta da Berlusconi per metterlo al riparo, almeno fino a quando è presidente del consiglio, dalle conseguneze dei suoi disinvolti comportamenti passati che lo hanno portato a dover risponderne davanti alla magistratura.

Allibisce che due giudici si siano seduti a quel tavolo: Ma pazienza: nell’Italia oscura dell’era Berlusconi, stupirsi perché non solo le regole, ma anche le forme vengano stracciate, è da ingenui.

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