I paradossi della crisi finanziaria: i capitalisti a lezione dai marxisti?
La mia attenzione per i problemi del sistema finanziario mondiale è alta, ma episodica: il tempo è quello che è e le informazioni che Internet ti mette a disposizione sono praticamente infinite. Molto spesso per me arrivare su certi temi è un caso, o un colpo di fortuna.
Ma questo articolo sul FT di oggi “Basic rules helped China sidestep bank crisis” è un vero colpo di fortuna: è il segno dei paradossi del mondo moderno: l’erede di Mao, il rappresentante del più grande stato comunista, a parole, del mondo, fa la predica al sistema capitalismo, gli rimprovera gli errori e si dice pronto a partecipare alle iniziative per riformarlo ed assicuragli un luminoso futuro.
E sono passati solo quarant’anni da quando scendevamo in piazza e inneggiavamo, fra l’ironico, il goliardico ed il serio a “Mao, Lin Piao ed Ho Ci Min” i nostri “tre piccoli porcellin“.
Lasciamo andare la nostalgia della giovinezza e le battute: debbo dire che la rapida analisi che Liu Mingkang, presidente della China Banking Regulatory Commission, fa delle cause della crisi finanziaria mi trova perfettamente d’accordo.
Cinque le cause:
- la separazion fra i mercati dei capitali ed il settore bancario è stata erosa da innovazione finanziarie avventurose
- la vigilanza ha dimenticato la prudenza
- le istituzioni finanziarie hanno abusato della leva finanziaria e si sono comportate in maniere non trasparente
- gli incentivi per i dirigenti erano tutti orientati sui risultati di breve periodo e non sulle conseguenze a lungo termine
- il salvataggio, come è stato realizzato, ha messo il carro davanti ai buoi, immettendo capitali e liquidità prima di bonificare i bilanci.
Tocca proprio agli ultimi marxisti del mondo salvare il capitalismo dai propri errori?
Much has been written about what triggered the global financial crisis, but in my view it can be attributed to five factors. First of all, the firewall between capital and banking markets was eroded by unsound financial innovations. Second, macro-prudential regulation was neglected. Third, financial institutions had too much leverage and were too opaque. Fourth, incentives for staff at financial institutions were driven by short-term gains, rather than long-term benefits. Fifth, the bail-out put the cart before the horse by pumping in capital and liquidity before cleaning up balance sheets.