Il momento delle decisioni si avvicina e la confusione aumenta. Ed aumentano le sciocchezze.
Le più belle, come mi immaginavo, arrivano dai difensori dei pensionati. Al centro la Camusso e la sua linea Maginot dei 40 anni. Chissà perchè, con una attesa di vita che ha oramai raggiunto e superato gli 80, si vuole fissare per decreto che uno non vede lavorare più di 40 anni. Meno della metà della vita passata a lavorare. Che pacchia. Ma chi paga?
Se uno se lo è potuto permettere, ha sempre vissuto senza lavorare. E, secondo me, vale anche adesso. Per questo sono per la libera scelta dellìetà di pensionamento. Basta che si campi dei propri contributi e non si pesi, con le proprie scelte, sugli altri.
Per questo trovo semplicissima e vincente la scelta del contributivo per tutti. Se uno ha messo da parte i soldi, o se uno è capace di accontantarsi di poco, perché deve lavorare?
A ciascuno la libertà di scelta e a ciascuno la responsabilità di subire le conseguenze delle proprie scelte.
questa idea è così semplice ed ovvia che ci si domanda come mai non venga realizzata neppure adesso.
forse la spiegazione sta nel fatto che con i contributi pensionistici in Italia si paga (impropriamente) anche la cassa integrazione, che dovrebbe invece essere a carico della fiscalità generale.
quindi, introducendo il diritto di chiunque di andare in pensione quando gli pare con il corrispondente dei versamenti compiuti emergerebbe questa colossale truffa sociale ai danni dei lavoratori dipendenti.