Strane situazioni

Non credo alle teorie dei complotti e sono convinto che la società attuale sia troppo complessa perché si possa anche solo immaginare la possibilità di indirizzarne il corso in una direzione precisa.
Ma ci sono alcuni fatti che fanno riflettere.

Qualche giorno fa Mario Seminerio pubblicava il grafico dell’andamento nel 2011 del rendimento dei titoli di stato inglese, un paese che, come noi, non cresce da anni e che ha un deficit statale che supera il 10% e che, ciononostante, viene premiato dai mercati, che lo giudicano nettamente più affidabile di noi che marciamo, a fatica, verso il pareggioed abbiamo un avanzo priimario che sfiora il 5%.
Leggendo, soprattutto davanti alla sconsolata confessione di impotenza di Seminerio, avevo pensato a quanto poco razionali siano i mercati e, soprattutto, a quanto poco mercato  ci sia nei mercati finanziari.

Ma oggi le mie riflessioni hanno deviato in direzione diversa, complottista, che per uno come me è ben strano.

Alla base, la curiosa corrispondenza del WSJ sulle telefonate fra Napolitano e la Merkel. Del tutto incredibile, conoscendo Napolitano e la Merkel, che la forma della conversazione si sia svolta come raccontato, anche se del tutto credibile invece che la sostanza della stessa sia stata di quel tenore.

Ma perché dare tanto rilievo ad una telefonata, del tutto logica nei suoi contenuti e, sostanzialmente, comunque inconcludente nei fatti (se Berlusconi avesse avuto una maggioranza reale, nessuno lo avrebbe cacciato da Palazzo Chigi)? Ed ecco che colleghi i fatti e ti dici che, forse, gli ambienti della finanza anglosassone, il centro motore della crisi in cui ci dibattiamo, abbiano tutto l’interesse ad aumentare la tensione nell’area euro. E, a mio modesto parere, lo testimoniano i dati sul nostro spread, del tutto ingiustificati rispetto ad un paese che ha un avanza primario pari al 5% del PIL ed una ricchezza privata tale da poter evitare, se necessario, allo Stato di ricorrere al mercato senza fatica almeno per un anno.

Ma riconoscere che l’Italia è sulla strada giusta vorrebbe dire risistemare, di fatto, tutta l’area euro e questo probabilmente non è gradito. E, a rfiletterci, ti viene proprio da pensare che il problema dei nostri guai stia proprio in un sistema finanziario che non è più un mercato e che serve solo a se stesso.

About Giuseppe Ferrari

Nato a Modena il 29 gennaio 1951. Residente a Milano, in via Beretta n. 3 Sposato con due figlie Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta) Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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