Spiegare l’inspiegabile

Bella domanda quella che si pongono due economisti della Federal Reserve Bank di Cleveland: “Why Some European Countries and Not the U.S.?” e cioè perché il mercato chiede agli Stati Uniti il 2% per finanziare il loro debito a 10 anni e a paese come l’Italia e la Spagna arriva a chiedere oltre il 7%?

Questo è il grafico che dà origine alla domanda

 

Il problema è che i dati sul debito Usa e sulle sue prospettive nei prossimi anni non sono molto diversi, anzi per alcuni aspetti sono più brutti, se non molto più brutti, di quelli di altri paesi, in particolare l’Italia, il cui debito il mercato prezza in maniera molto più penalizzante.

Seguiamo il ragionamento dei due autori.
1) Il mercato preferisce i paese che hanno un indebitamento più basso rispetto al PIL. Ma se questo è vero nel confronto fra Stati Uniti da una parte e Italia e Grecia dall’altro, non vale nei confronti dell’Irlanda, il cui rapporto debito/Pil è pressoché uguale a quello americano e ancor meno per la Spagna, molto più in basso.
2) Identica la situazione di non particolare differenza se si guarda ai fabbisogni finanziari dei vari paesi nei prossimi anni. Gli Usa hanno una vita media del debito di 5,1 anni, la più bassa dei paesi considerati. L’Italia, per esempio, è a 7,2 anni. L’anno prossimo, fra debito da rifinanziare e deficit previsto, gli Stati Uniti debbono raccogliere una somma pari al 30,2% del proprio PIL, il dato peggiore di tutti (La Grecia è al 16,5%, noi siamo al 23,5%).
3) E’ vero che le prospettive di crescita dell’economia Usa sono migliori di quelle degli altri paesi, ma quelle sull’andamento del deficit pubblico non sono per niente rassicuranti. Mentre, secondo i dati utilizzati dagli autori (quelli di settembre del FMI), il deficit italiano, ad esempio è previsto assestarsi intorno all’1% a partire dal 2013, gli Stati Uniti ballano intorno al 6%

I dati macroeconomici non riescono a spiegare, anzi, i prezzi del debito. E gli autori cercano altre strade. Che non mi paiono molto convincenti, anche perchè molto meno fondate su dati sicuri.
1) Il settore bancario americano ha legami meno stretti con il debito statale, nel senso che ne detiene una quota minore di quella dei paesi europei.
2) Il debito americano è posseduto in maggior misura da residenti e da istituzioni, a partire dai governi, che lo detengono non solo per semplici ragioni economiche.
3) il debito americano è più sicuro (ma che spiegazione è? a me pare una tautologia)
4) E’ più credibile che riesca a controllare il debito il governo americano che non quello dello Zimbawe e, udite udite, che la FED non lo monetizzerà mai. Due belle motivazioni, racchiuse dagli autori nella parola credibilità.

Un articolo che rafforza la mia convinzione già espressa l’altro giorno: nell’andamento dei tassi del debito pubblico sovrano c’è molto poco di economico e di mercato. E rafforza l’impressione che quello di cui c’è bisogno sia un ridimensionamento del potere dei conglomerati finanziari, che si può realizzare solo aumentando la concorrenza nel settore.

About Giuseppe Ferrari

Nato a Modena il 29 gennaio 1951. Residente a Milano, in via Beretta n. 3 Sposato con due figlie Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta) Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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