Consumo e psicologia nella crisi finanziaria
Credo sia un luogo comune ricordare l’importanza dei fattori psicologici nel determinare i comportamenti dei consumatori. La pubblicità non è altro che un continuo tentativo di influenzare la psicologia dell’acquirente per convincerlo ad acquisti la cui utilità non è sempre del tutto certa.
06 dic 2008
Non è proprio sotto il titolo giusto, ma questo articolo da Le Monde va conservato. Fa due riferimenti interessanti. Ad un certo Jolanta Bak, consulente ed autore di un libro dal titolo “La società mosaico“, Dunod, 2007, che attira l’attenzione sulla attenzione che il co0nsumatore riserva da un lato al prezzo, ma dall’altro a ritagliarsi comunque piccole nicchie i spesa da cui intende ricavare una grande soddisfazione.
Ed ad un libro di Gilles Lipovetsky e Jean Serroy (La Culture-monde : réponse à une société désorientée, Odile Jacob, 224 pages, 25,90 euro), che attira l’attenzione sul ruolo giocato dai marchi nel dare sicurezza, e valorizzazione dell’io, ad un certo costo, evidentemente
21 ott 2008
Mi ha molto interessato questo articolo di LaVoceInfo che credo sia opera soprattutto di psicologi, che individuano nella perdita di fiducia del risparmiatore nei confronti della banca uno degli effetti più duraturi, e pericolosi, dell’attuale bufera sui mercati finanziari. E’ un discorso che si ricollega a quanto vado sostenendo da tempo: uno dei punti essenziali è la adeguata informazione e conoscenza da parte del consumatore del prodotto che tende ad acqustare. Certamente più facile a dirsi che a farsi, ma è essenziale
ne ho parlato molto anche io
qui: http://sperimentazione.wordpress.com/category/crisi-finanziaria/
sono graditi feedback
ciao