Salvatore Rossi, “La politica economica italiana dal 1968 al 2007“, Laterza, bari, 2007, pp. 204
Indice
Gli anni delle spinte sociali (1968-1975)
La stabilizzazione abortita (1976-1979)
La stabilizzazione incompleta (1980-1986)
Una corsa contro il tempo (1987-1992)
La crisi (1992-1995)
In Europa, nonostante tutto (1996-1999)
Declino o difficile rincorsa? (2000-2007)
La sfida delle liberalizzazioni
Politica economica e istituzioni
Teorie e modalità della politica economica
Commento rapido
Breve ma simpatico. Una cosa su tutte, che costituisce un mio pallino: la progressiva crescita del debito pubblico.
Alcune tabelle da tenere presenti a questo proposito.
La n. 2 a pag. 13 “Spese primarie delle amministrazioni pubbliche”. L’Italia passa dal 1970 al 1975 dal 31,2% del PIL al 37,0, rispetto alla Francia /37,0 e 42,6) e la Germania (37,5 e 47,2)
La n. 3 a pag. 15 “Pressione fiscale, saldi di bilancio e debito delle amministrazioni pubbliche. Sempre dal 1970 al 1975 l’Italia mantiene inalterata la pressione fiscale (26,8 e 26,7) ma cresce a dismisura il debito lordo (38,0 e 57,6) mentre i dati per la Francia sono 36,3 e 38,2 per la pressione fiscale e 53,2 e 41,0 per il debito e per la Germania 36,6 e 41,1 fisco e 18,4 e 25,1 debito. A fronte dei problemi sociali, da noi si pensa di risolvere pagando, a debito, invece di decidere. In pratica si addebita al futuro la incapacità di decidere.
la n. 5 a pag. 61 “Origine e utilizzo del risparmio”. dati divisi per periodi annui di non facile interpretazione. Comunque il succo mi sembra questo: il paese risparmia sostanzialmente sempre la stessa percentuale del reddito lordo disponibile (si passa dal 27 al 24,3, con una punta massima del 31,4, ma il settore pubblico distrugge, a partire dai primi anni ’70, una buona fetta di questo risparmio con punte massime superiori al 6% nel periodo dal 1980 al 1992.
Non c’è però la tabella che più mi interessa; quella della crescita della percentuale del ns. debito pubblico sipetto al PIL. Solo qualche dato nel testo, che faccio fatica a ritrovare. A pag. 51 si parla di debito pubblico che “si impenna, nel periodo considerato (la primà metà degli anni ’80) da meno del 60% del Pil alla fine del 1980 a oltre l’85% sei anni dopo“