9 ott 2010
Molto interessante la proposta di Nens per una riforma fiscale in Italia. Nuovo, per me, il punto di partenza: è vero che la pressione fiscale in Italia è pari a circa il 43% del Pil, ma di questi 43 punti 14 sono rappresentati da contributi sociali che, in un sistema contributivo quale è diventato ilnostro attualmente, non sono imposte ma una specie di risparmio forzoso.I Resta un 29% che deve finanziare la spesa pubblica la cui componente per interessi è intorno al 4/5%, guarda caso pari oggi al nostro deficit di bilancio. Il che vuol dire, per inciso, che senza debito si vivrebbe bene. Ma il debito lo abbiamo e allora che fare? Se l’Europa, come pare, intende fare sul serio sul raggiungimento dell’obbiettivo del debito al 60% del Pil siamo messi molto male. Diventa necessario un surplus primario di bilancio che arrivi rapidamente al 4% e vi rimanga. E le possibilità sono solo due, o una riduzione della spesa pubblica, sostanzialmente la spesa pubblica per servizi e welfare cioò quella diversa da interessi e pensioni, o si aumentano le tasse. E qui entra in gioco l’evasione che Nens stima in 8 punti del Pil. Ma come fare?
Questi alcuni commenti alla proposta:
Alessandro Santoro su nelMerito.com
Maria Cecilia Guerra su Lavoce.info
19 ott 2009
Sposto la pagina sotto “Stato e politica”, spostandola da “Consumo”. Mi sembra più logico metterla li, perchè si tratta dei ricavi dello Stato, ed ad essi dovrebbero far da contraltare le pagine sulla spesa pubblica.
25 nov 2009
Rinvio a me stesso per tenere traccia del tentativo di far saltare il concetto stesso del sostituto di imposta.
19 mag 2008
L’idea di questa pagina sotto il Consumo e come madre di tante altre mi è venuto perchè volevo collegare questo intervento di Visco, a proposito della discussione che si sta allargando sulla detassazione degli straordinari proposta dal governo Berlusconi.
Mi ha interessato soprattutto questa annotazione, che ho tratto dalla sua prefazione al Libro bianco sull’Irpef, “Il gettito dell’imposta (l’Irpef) è molto elevato soprattutto nel confronto con altre fonti di prelievo. Se si tiene presente per esempio che – a parità di aliquote con altri Paesi europei – l’IVA fornisce un gettito inferiore di 2 punti di PIL rispetto a quanto accade altrove, si può concludere che esistono ampi margini di riequilibro e di ricomposizione del prelievo complessivo nel nostro Paese.” proprio per la sua attinenza alla mia teoria sulla necessità di sopstare la tassazione dal reddito al consumo: tassare di più il consumo, cioè recuperare Iva, è anche propedeutico a recuperare imposta sul reddito.
Un po’ di teoria sulla tassazione, e dei suoi effetti sulla distribuzione del reddito e sullo sviluppo dell’economia
Pagine collegate sotto