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Nuove informazioni, i dati che mi piacciono tanto, sul problema del prezzo del petrolio, per la cui crescita ho mosso qualche rimprovero agli operatori (speculatori ?) finanziari.

Questo articolo di American.com riporta una bella tabella sulla crescita della domanda di petrolio nel mondo. E sembra addebitare la crescita del prezzo nel normale ambito del gioco di domanda e offerta .

Per la verità dai dati allegati non mi sembra di notare una grossa discrepanza fra domanda e offerta: nel 2007 la media giornaliera di offerta è stata pari a 84,59 milioni di barili al giorno rispetto ad una domanda di 85,36 milioni, ma già nel 2004 la domanda era stata superiore all’offerta di circa lo stesso importo.

Non sono in grado di capire se il milione di barili può causare una crescita come quella che stiamo constatando. Mi sembra certo però che i fattori finanziari, da un lato la caduta del dollaro e dall’altro la speculazione, giocano sicuramente la loro parte, e questo appare chiaramente anche dall’articolo citato

Ho sempre avuto il massimo rispetto per Giuliano Amato, fin da quando studiavo sui suoi testi all’università, e non ho mai capito come potesse andare d’accordo con Bettino Craxi. Ma tant’é. Non tutto si può capire

Visto che adesso è diventato facile, voglio dire la mia sulla intervista da lui rilasciata al Corriere lunedì. Non proprio sulla intervista: l’ho letta e mi è parsa, come sempre, l’esposizione di un uomo intelligente.

Ma quello che non mi va giù è la titolazione, non so se sua o del giornale che deve fare colpo , in particolare l’occhiello “Bettino grande come politico e come statista”, e soprattutto l’enfasi che si è poi scatenata sui suoi giudizi sul periodo di mani pulite e sulla caduta politica ed umana di Craxi. Non mi sembrava il punto centrale dell’intervista, ma Craxi è una figura centrale della nostra storia politica. Non entro nel merito se sia stato o meno un delinquente e non mi interessa sapere se aveva ragione lui o Di Pietro, e tutto quello che si legge ancora oggi sul giornale, Scalfaro e Borrelli e compagina cantante.

Mi interessa di più quello che Craxi, e con lui Andreotti e Forlani, hanno fatto del nostro paese negli anni ‘80 e della eredità che ci hanno lasciato, a partire da Berlusconio e dalle congerie di personaggi che si è portato dietro, la classe dirigente che ci dirige oggi.

Solo un appunto, perchè è uno dei temi che mi appassionano e che ho sempre presenti: cosa è successo del nostro bilancio pubblico in quegli anni? Una prima bozza di risposta mi è proprio venuta mentre leggevo l’intervista di Amato. Fra domenica e lunedì ho anche letto il libro di Salvatore Rossi sulla nostra economia dal 1968 al 2007 e lì c’è una prima parziale risposta, tutta da approfondire ma secondo me chiara: è a Craxi che dobbiamo la crescita e l’avvio della politica di folle spesa senza copertura che ci ha portato ad essere il paese con il più alto debito pubblico rispetto al Pil.

E dietro alla spesa pubblica facile, a debito e non controllata, non potevano non andare di corsa faccendieri e malvitosi: dove ci sono soldi facili e tanti alligna l’erba cattiva. E questo senza entrare sul dibattito su Mani Pulite. A me interessano i debiti che lasciamo da pagare ai nostri figli

Collegamento ai commenti agli altri capitoli di “La deriva

Cap. 3 - Bolli, sempre bolli, fortissimamente bolli. Per aprire una trattoria 71 timbri, per una licenza edile 27 mesi (Pubblici dipendenti)

Collegamento ai commenti agli altri capitoli di “La deriva

Cap. 2- Sempre più padri, sempre meno figli. E ogni neonato ha 250.000 euro di debit pensionistico (Pensionati)

senza cercare troppo ho trovato questa tabella dell’Istat, che fotografa la situazione al 2005. Con ogni probabilità, se avrò tempo approfondirò il sistema, i dati sono tratti da questo studio dell’Istat sui beneficiari delle pensioni al 31/12/2005.

PRESTAZIONI PENSIONISTICHE

Anno 2005                                             IVS Indennitarie Assistenziali Totale

Numero (migliaia)                                  18.383  1.033        3.842        23.257

Importo complessivo (milioni di euro)  194.071 4.268       16.542      214.881

Importo medio annuo (euro)                  10.557 4.132         4.306          9.239

Spesa/Pil                                                 13,69    0,30           1,17          15,16

Tasso di pensionamento                         31,29   1,76            6,54          39,59

Indice di beneficio relativo                      43,76  17,13         17,85          38,30

Non ho trovato la spiegazione di cosa sia “l’indice di beneficio relativo” ma già con questa categoria abbiamo trovato, se non interpreto male la riga del “tasso di pensionamento” che 4 italiani su 10 godono di una pensione. Con questo non voglio evidentemente dire che la pensione non è loro dovuta e/o che non se la sono meritata. Mi limito, per ora, a constatare che oltre 23milioni di italiani beneficiano di questo voce della nostra spesa pubblica.

Non ho mai amato la finanza.

Non le nostre fiamme gialle, ma gli operatori finanziari.

Ho sempre considerato dei poveri disgraziati gli operatori costretti a lavorare nelle sale cambi o di contrattazione: quei posti che giudico da incubo, con file infinite di computer pieni di grafici dove le persone cercano di indovinare come si comporteranno gli altri, per imitarli e procederli, secondo me dimenticandosi completamente della economia reale, della gente che produce, consuma, vive a dispetto delle loro previsioni.

E’ con grande piacere che ho notato che il post più letto di quelli messi in fila in questi mesi è quello dell’ottobre scorso sulla crisi dei mutui subprime: non un commento, ma uno sfogo sbocciato spontaneo quando, poco alla volta, mi è diventato più chiaro, non sono uno specialista, che cosa era veramente successo negli Usa.

Non è che adesso ci stanno facendo fare la stessa fine, con un’altra delle loro trovate, la scommessa sulla continua crescita del prezzo del petrolio? Loro scommettono, il prezzo sale e non  è poi che l’economia mondiale, già malandata, peggiora con il simpatico risultato che loro perdono la scommessa e noi viviamo peggio per niente?

06 giu 2008

Anche il FT comincia ad annusare che potrebbe esseri un rischio di speculazione finanziaria dietro l’aumento del prezzo del petrolio e propone, se non ho capito male visto la tecnicità dell’argomento che mi sfugge nella sua concreta operatività, di aumentare il deposito a garanzia. A me preme segnalare che anche col petrolio si rischia che la speculazione finanziaria provochi indebiti danni all’economia reale. Uomo avvisato …

Solo per allegare due articoli, uno e due.

Sarebbe troppo facile commentare con il titolo della nota canzone, ma, per quanto uno ci debba essere abituato, vivendo in questo paese oramai da quasi sessant’anni, continuo a far fatica a constatare che quello che la nostra classe dirigente sa fare è solo parlare: il decreto legge contro l’iimigrazione clandestina sembrerebbe, io no lo ho letto ma c’è chi lo ha fatto, di fatto inapplicabile e, comunque, scritto male, di modo da lasciare come sempre spazio ad ogni tipo di interpretazione ed applicazione.

Lo abbiamo imparato a scuola, leggendo Manzoni, che con le grida non si governa, ma chi ci governa continua a pensarla diversamente, e noi li votiamo.

Più tecnica, più difficile, troppo almeno per me a quest’ora di sera, la discussione sul provvedimento sugli straordinari. Ma anche qui, se non ho capito male leggendo in fretta, la precisione e la proprietà di linguaggio non abbondano.

Colpi bassi

La solita strada per arrivare in ufficio è impedita, mi sembra di aver capito per dare spazio alle manifestazioni per il 2 giugno, e così stamattina ho preso via Legnano.

Sul muro, alla curva di imbocco, di sfuggita lo sguardo mi cade su di un manifesto con una bella foto di Giorgio Almirante con i suoi bei baffetti bianchi e la scritta in grosso “Ritratto di un grande italiano”.

Un colpo basso, da evitare di primo mattino, prima del primo caffè.

Non vi chiedo se questo sia un grande italiano, nonostante la sedia su cui siede, ma questo è un grande italiano?

Possibile che siamo caduti così in basso? possibile che basti vincere una elezione per poter sentirsi autorizzati a capovolgere la storia? Sarò un vecchio sessntottino incartapecorito e fazioso, ma continuo a non crederlo.

Per mia, e nostra fortuna, gli italiani grandi sono altri e non certo Giorgio Almirante, alla faccia di quanti voti possa prendere la destra in ogni elezione da qui al futuro  più lontano.

A questo post tengo molto e credo che mi vorrà tempo per completarlo, ma comincio a pubblicarlo. Tanto se poi lo modifico non succede niente e magari a qualcuno viene voglia di inviare commenti o suggerimenti che sono sembre benvenuti.

Per ora non è altro che quello che avevo già annunciato: l’elenco dei capitoli del libro di Gian Antonio Stella “La deriva” o, meglio, dei capitoli dove è ben individuata una classe, (una categoria, un ceto, quello che volete: non ho certo voglia qui di infilarmi in una discussione sociologica senza fine). Per non appesantire il post ne faccio uno per ogni capitolo, con lo stesso titolo ed il numero tra parentesi.

Salto l’introduzione e il primo capitolo: questosoprattutto parla di una Italia che per me vuol dire infanzia e giovniezza e, oggi, tanta nostalgia. Ma non è questo il tema. Ci sono i titoli degli altri capitoli con a fianco (per ora) la categoria di cui si parla.

Poco per volta cercherò di riempirla di numeri. L’ipotesi è che alla fine riuscirò a dimostrare che tutti, chi poco o chi tanto, siamo responsabili della deriva in cui versa l’Italia e che, dice Stella, potrebbe condurci alla situazione Argentina.

(Per fortuna che c’è l’euro e chi l’euro ha voluto, alla faccia di chi non ci credeva e ha continuato a non crederci anche dopo la sua entrata in vigore)

Cap. 2- Sempre più padri, sempre meno figli. E ogni neonato ha 250.000 euro di debit pensionistico (Pensionati)

Cap. 3 - Bolli, sempre bolli, fortissimamente bolli. Per aprire una trattoria 71 timbri, per una licenza edile 27 mesi (Pubblici dipendenti)
Cap. 4 - Infrastrutture: da primi a ultimi. Tredici anni per un ponte di 81 metri, 4 a Shangai per 35 chilometri (Infrastruttre)
Cap. 5 - Cristoforo Colombo è finito in secca. Porti, navi, aerei, treni: fotografie di un declino (Portuali, marittimi, aviatori, ferrovieri)
Cap. 6 - Ingordi di energia senza pagare dazio. Il nucleare no, il petrolo no, gli incerenitori no, l’eolico no (Dipendenti Enel e municipalizzate, petrolieri, benzinai)
Cap. 7 - Qui ci vuole un commissario. Emergenza, Emergenza. E lo Stato raggira le regole dello Stato (Pubblica amministrazione)
Cap. 8 - Il sole buio della “Floria d’Europa”. Insicurezza, estorsioni, rapine e gli investimenti fuggono (Addetti alla sicurezza; poliziotti e carabineri)
Cap. 9 - Il processo? Ripassi nel 2020. Due giorni di cella all’uxoricida, 35 anni di rinvii per un fallimento (Magistrati e addetti alla giustizia)
Cap. 10 - Ho frodato i rispiarmatori: embé? In Usa decenni di carcere per un crac, qui 10 giorni per Tanzi (Imprenditori e finanzieri)
Cap. 11 - Perdono, perdono, perdono. Tutti condonati: evasori, abusivi, deltaplanisti (Evasori)
Cap. 12 - I dipendenti pubblici? Dieci a lode a tutti. Il miracolo di San Precario: assunti per sanatoria dal 1859 (Dipendenti pubblici)
Cap. 13 - Niente pagelle, siamo professori. Nove milioni di somari promossi, 574 telefonate per un supplente. (Insegnanti)
Cap. 14 - Lauree belle, lauree fresche, prezzi buoni. Università in crisi: dai concorsi truccati agli atenei fai da te (Docenti universitari)
Cap. 15 - Prostate d’oro, primari tesserati. E al San Camillo un letto costa come una suite al Plaza di New York (Sanità, medici, infermieri)
Cap. 16 - E c’è che vuole l’Albo degli Iman. Gli ordini non tengono ordine ma guai a chi li tocca (Ordini professionali)
Cap. 17 - Taglia, taglia hanno tagliato i tagli. Solo volonterose sforbiciate agli sprechi della politica. (Politici e portaborse)

Più per me che per altro, allego questo articolo che mi pare sintetizzi bene gli aspetti della difficile situazione economica che direi il mondo intero sta attraversando. Debbo dire che mi sembra riprenda idee e concetti che ho letto da qualche altra parte, ma non saprei dire dove. Tant’è.

E poi, siccome il mondo è grande ma anche piccolo, potrebbe essere che l’analisi nasca da qui.

Inflazione che, per quel poco che capisco di economia, in pratica significa sopravvalutazione delle attività (sicuramente gli immobili con dietro l’enorme incognita di tutte le attività finanziarie derivate che sono di fatto estremamente opache), diminuzione della domanda (calo dei consumi), crescente pressione popolare ad una maggior protezione da parte dello Stato, con conseguente aumento dell’intervento statale, in varie forme, e ad una restrizione del commercio, con imposizione di vincoli e barriere di vario genere.

Uno scenario poco promettente.

Ho aggiunto oggi questa nuova categoria. E’ un termine che mi è venuto in mente più volte riflettendo sulla situazione del nostro paese e sui tanti suoi problemi.

“Manca educazione civica”

Ho letto che il nuovo ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, vuole tentare di rilanciarla nella scuole, dove, fin da quando ci andavo io, è sempre stata considerata una materia da snobbare.

Auguri, ministro.

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