La bilancia dei pagamenti. Dati

20 apr 2012

I dati Eurostat al 4′ trimestre del 2011. Si conferma quella che mi pare una posizione sostanzialmente positiva dell’Europa nel suo complesso, ma minata da squilibri fortissimi al suo interno che sono, a mio giudizio, la causa delle difficoltà dell’euro soprattutto perchè nessuno ne parla, nessuno sembra prendere in considerazione  e, conseguenza inevitabile, se il problema non viene affrontato, non viene certo risolto, ma si aggrava.
Il 4′ trimestre è, storicamente, positivo, ma il 2011 è andato meglio del 2010, in assoluto che nelle due suddivisioni dei beni e dei servizi, sia per il comparto EU27 che per quello EA17.
I problemi vengono dalla disaggregazione per paesi: la Germania consegue un saldo attivo di 47,7 miliardi, seguita dall’Olanda, con 18,2. Sul lato apposto la Francia, -10,7, seguita dalla Gran Bretagna con -8,3, Spagna -7.5, Italia -6,3 e Grecia – 6,0.
Io questi dati li traduco così: i tedeschi, più produttivi, vendono agli altri e, per vendere, li devono finanziare. Investono in questo modo la liquidità ottenuta e, come tutti, cercano i migliori rendimenti. Ma i migliori rendimenti sono ipiù rischiosi e così ad un certo punto i tedeschi si accorgono che fanno fatica ad incassare i crediti. E strozzano i loro debitori. Un bel circolo vizioso di cui, credo, pochi sipreoccupano perché nessuno sa come risolverlo.

28 gen 2012

Ancora i dati trimestrali Eurostat. Debbo dire che la bilancia dei pagamenti mi affascina e mi piacerebbe capirne di più. L’Europa migliora e si avvicina al pareggio, ma al suo interno gli squilibri sono enormi (La Germania ha un surplus di 30 miliardi e la Gran Bretagna un deficit di 20). E mi piacerebbe incrociare questi dati con il deficit del bilancio statale. Da quel poco che so la Gran Bretagna viaggia intorno al 10%. Eppure i mercati finanziari valutano bassissimo il rischio del suo debito sovrano. Sembra un po’ la vecchia storia dei debiti gemelli degli Stati Uniti, oggi passata un po’ di moda.

22 lug 2011

Dati trimestrali della Cee. La situazione italiana mi sembra da profondo rosso, quella tedesca da profondo nero. Come si reggono squilibri simili?

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