Sulle cause e sull’effetto della continua crescita del prezzo del petrolio se ne leggono di tutti i colori. Collego qui sotto qualche cosa, sperando di ricordarmi dove li metto, sotto le pagine e non nei posts, perchè sono studio e non polemiche o sfoghi. Nei post ho già detto la mia e magari ci ritornerò.
08 dic 2009
Analisi sul perché aumenti paragonabili di aumento del prezzo del petrolio hanno prodotto effetti così diversi negli anni ’70 e nella prima decade del 2000. Come sempre gli articoli di Vox sono in realtà un breve sunto di ricerche compiute e pubblicate più estesamente altrove.
Il buffo è che se volete il rapporto di partenza a pagamento, basta che andiate qui, se invece siete tirchi come me e lo volete gratis andate qui. Misteri di Internet.
Due, comunque, le motiviazioni indicate dagli autori:
- l’accresciuta flessibilità dei salari, che ha impedita che i lavoratori dipendenti riuscissero a trasferire sulla propria remunerazione, e di consegienza sui prezzi, gli aumenti del costo dell’energia:
- la maggior credibilità acqusita dalla autoritatà monetaria nel controllo dell’inflazione, che haomèedito che le aspettative inflazionistiche facessero breccia nella attese psicologiche degli operatori.
L’analisi sarebbe da approfondire: in particolare bisognerebbe capire in che modo la diversa risposta dell’economia mondiale ad input paragonabili abbia influito sulla redistribuzione del reddito, sia a livello internazionale, tra i paesi, sia a livello nazionale, fra i vari ceti sociali. Mi sembra indubbio che l’aumento del costo di un fattore della produzione rispetto agli altri debba comportare una redistribuzione del reddito fra chi quel fattore controlla, e vende, e chi invece lo deve acquistare. Non è che la nuova risposta, in particolare per quanto riguarda la diminuzione del salario reale, non abbia in realtà posto le premesse per una crisi più grave, riducendo in modo stabile la domanda, od obbligando a sostenerla a debito, e ponendo le basi per la attuale crisi, che è a metà fra la bolla speculativa ed il crollo della domanda?
10 lug 2009
A distanza di un anno, ancora riflessioni sulle ripercussioni negative che un’andamento erratico, imprevedibile e caratterizzato da grossi sbalzi di un prezzo essenziale in tutte le attività, private ed imprenditoriali, quello del petrolio, provoca. Due studi del CAP “Getting Off the Oil Price Rollercoaster” e “Energy Price Volatility Impedes Investment by Creating Uncertainty” puntano il dito sopratutto sui guadagni delle grosse gompagnie petrolifere. A me sembra una polemica un pochino datata e forse ideologica: rimango convinto che la speculazione finanziaria abbia un ruolo non indifferente sugli alti e bassi del prezzo del petrolio: gli sbalzi, sia al rialzo che al ribasso, sono troppo marcati per poter essere addebitate a cause di mercato, agli effetti del gioco della domanda e dell’offerta. Le cause di mercato sicuramente esistono, ma agiscono lentamente, non bruscamente.
30 lug 2008
Articolo del CER, che, con riferimento ad una analisi tecnica che naturalmente sfugge alla mia comprensione, sembra tendere a dare una certa responsabilità alle scommesse finanziarie per l’aumento del costo del petrolio
14 giu 08
L’effetto della crescita del prezzo del petrolio è diverso se è determinato da una restrizione sull’offerta o da un aumento della domanda. Nel primo caso provoca crisi, nel secondo no, perchè vuol dire che l’economia è in crescita e quindi aumenta la domanda anche per cui deve pagare di più il petrolio. Sarà. Ma non mi convince
era questo quello che mi intendevo io …complimenti…