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Articoli taggati ‘Alitalia’

C’è un giudice a Berlino? (o, meglio, a Roma?)

27 Maggio 2009 Lascia un commento

Questa notizia non la avevo vista da nessuna parte e me ne sono accorto solo perché, stranamente, stasera non ho sonno.

Alitalia rischia di tornare ad essere un problema per Berlusconi, e sotto un profilo che mi era sfuggito e di cui non avevo travato traccia nelle tante ppolemiche che l’argomento ha provocato in questo primo anno di governo Berlusconi.

Il Tar del Lazio ha rinviato alla Corte costituzionale il decreto del 28 agosto dllo scorso anno con il quale il governo aveva modificato la legge Marzano, quella che regola le crisi dei grandi gruppi, per adattarla ad hoc alle necessità di Alitalia ed Air One, che a furor di Berlusconi, dovevano rilevare, a spese nostra il buone di Alitalia.

La causa davanti al Tar del Lazio era stata promossa du alcuni concorrenti di Alitalia, Meridiana, Eurofly e dalla Federconsumatori che avevano impugnato il provvedimento del 3 dicembre us con cui l’Antitrust aveva autorizzato l’operazione CAI-Air One.

Vediamo se trovo nei prossimi giorni altre informazioni sul tema.

Alitalia, quanto mi costi

6 Maggio 2009 Lascia un commento

Non volo praticamente mai e pertanto non ho il piacere di godere dell’eccellente servizio o degli eccellenti prezzi che il nuovo vettore offre ai fortunati che hanno bisogno di lui, ma neppure io riesco a sfuggire dal pagare una parte dei costi che la magistrale operazione di Berlusconi ha scaricato su di noi.

Come tutte le settimane sono andato a Buttigliera d’Asti. Mi aspettavo un aumento del pedaggio, i giornali avevano scritto che dal primo maggio le tariffe erano aumentate di circa un 3/4% e lo stesso recitava il solito bigliettino affisso sul casello di entrata, alla barriera di Assago.

Arrivato a Villanova d’Asti la sorpresa: il costo del mio viaggio era pari ad Euro 8,80. La settimana scorsa era stato di Euro 8,00. A casa mia vuol dire un aumento del 10%. Probabilmente, oltre al ringraziamento per la patriottica operazione in Alitalia, debbo pagare anche l’ottimo lavoro compiuto, che ha portato a finire la terza corsia sul tratto Tortona-Milano nel girodi non so quanti anni, non so con quali costi, ma certamente più che in tempo visto lo scarso traffico sulla tratta Milano-Genova.

Un sentito grazie a chi ci governo così.

I politici ed Alitalia

15 Novembre 2008 Lascia un commento

Gli unici a non mentire sono i dati dei bilanci. Anch’io ero fra i molti, forse tutti, a pensare che alla base dei problemi di Alitalia vi fossero i dipendenti: la loro scarsa voglia di lavorare ed il loro costo eccessivo.

Ma pare che non sia così. Con la serietà che lo distingue, anche Pietro Ostellino che pochi giorni fa aveva duramente attaccato i dipendenti per i loro scioperi selvaggi, sul Corriere di oggi, fa auticritica riportando sinteticamente una serie di dati ricevuti da cui rislta che la produttività dei lavoratori Alitalia è superiore a quelle dei concorrenti, mentre del tutto abnormi e fuori da ogni logica sono tutte le altre spese.

E’ così?, Qualcuno può confutare o confermare queste analisi? Non ho tempo di mettermi a guardare i bilanci delle compagie aerre.

In attesa di smentita, non si può he concludere chein tutti questi anni Alitalia è stata una spaventosa mangiatoia dove ai dipendenti sono andate solo le briciole ed altri, nonsi fa fatica ad immaginare chi, ha abbondantemente mangiato ad una tavole ottimamente imbandita.

E a pagare saremo noi.

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Italianità, quanto ci costi

7 Ottobre 2008 Lascia un commento

2 apr 2009

Calmate un poco le acque delle polemiche, un buon articolo “Alitalia: come rimediare a una privatizzazione mal riuscita” che fa il punto sulla situazione e sui possibili sviluppi prendendo spunto da un libro appena uscito sulla vicenda

Appunti per il costo del mantenimento della italianità della compagnia aerea Alitalia

La tassa di imbarco raddoppiata: da 110 a 220 milioni di euro. (07 ott 08). Credo che successivamente sia stata triplicata. Debbo trovare il link

Gli attivi intangibili regalati ai coraggiosi imprenditori. Per la verità nell’articolo i numeri sono tanti, ma non si capisce bene quali siano quelli imporatanti: il valore di Alitalia che non ci viene riconosciuto. Sbaglio se dico di aver capito intorno ai 550 milioni? (07 ott 08)

La cassa integrazione per settemila dipendenti per tre mesi (nel posto collegato altri rinvii) (15 ott 08)

Il consulente finanziario indipendente che vuole la CEE per valutare l’attivo Alitalia che passa alla Cai dovrà essere pagato dal governo italiano, cioè da noi (10 nov 08)

La valutazione di Alitalia della Cai e dei verificatori indipendenti (20 nov 08). Sul tema, questo è più approfondito

Due pdf recuperati da IBL il 24 nov, ma più vecchi, uno dei primi di settembre ed uno dei primi di novembre, con parecchi dati

A futura memoria, non solo per il rischio che la Corte di giustizia europea ci condanni, ma anche a documentazione della insipienza, per non definirla disprezzo delle regole, della ns. classe dirigente, questo link ad un post di Ichino sulle modifiche introdotte nella nostra legislazione per evitare di far passare l’operazione CAI – Alitalia come una cessione di azienda (27 nov 08)

Lo scempio delle regole sulla concorrenza. Chissà perché l’autore di questo articolo si scandalizza per la posizioni della Autorità di Vigilanza sulla Concorrenza. Anche Craticalà tiene famiglia, capisce da che parte tira il vento e si adegua. Ancor più chiaro perché Confndustria tace: la presidentessa non è per caso socia di CAI, e quindi un patriota che, dobo aver assolto ai propri obblighi verso la Patria, deve pensare a guadagnare, come ha simpaticamente garantito ai valorosi imprenditori il presidente del consiglio (7 dic 08)

L’acquisto di Airone. Senza nessun commento. I numeri dell’articolo parlano da soli (13 dic 2008)

I soldi dei soci che non ci sono. Il punto al momento dell’avvio. Mi sembra di capire che i nuovi soci mettano poco, o pochissimo, e che stiano aspettando che il socio estero, da scegliere e vediamo quando e come, porti la liquidità, in un primo momento per viaggiare, e poi per acquistare le quote dei “coraggiosi” che se ne andranno con il lauto guadagno dovuto alla loro “patriotticità“. (17 dic 2008)

Una sintesi della situazione, prima di andare in vacanza. Ci sono tanti rinvii interessanti. Anche con Cai nulla cambia, vediamo come faranno a coprire le perdite di Cai a nostre spese (25 dic 2008)

Quello che sapevamo ma non credevamo di riuscire a sentire. A volte anche ai migliori sfuggono cose che  dovrebbero rimanere nascoste. L’amministratore delegato di Atlantia, uno dei coraggiosi imprenditori che hanno salvato l’italianità di Alitalia, dichiara tranquillamente, salvo smentire quando qualcuno gli ha fatto notare l’enormità della verità che gli è uscita di bocca, che il governo ha saldato il debito contratto nei loro confronti per i soldi messi in Alitalia. Le gare per i lavori autostradali non si faranno più. Sono curioso di vedere se la notizia viene ripresa e come (21 mar 2009)

Buona politica? ????

27 Settembre 2008 Lascia un commento

Non so quanti punti di domanda si meriti il titolo dell’editoriale di Dario Di Vico sul Correre della Sera di venerdì 26 us.

Mi stavo quasi dimenticando dell’attacco di rabbia che mi aveva provocato l’altro giorno la lettura di questo vergognoso articolo di fondo, la posizione ufficiale del giornale !!!, sulla indecorosa chiusura della vicenda Alitalia. Ma me lo ha ricordato questo puntuale articolo di valutazione ben più completa ed articolata della mia e, per quello che può valere, voglio aggiungere alla loro indignazione la mia.

A futura memoria, anche se di scarsa utilità. E per vedere cosa scriveranno fra cinque anni.

E per ridere per non piangere, voglio ricopiare qui un simpatico commento a quell’aricolo di nFA. Uno commenta citando ALTAN: due vecchietti guardano le foglie che cadono e commentano: “E’ autunno, le foglie cadono, e gli uccelli volano basso” L’altro: “Sì, ma i culi sono sempre gli stessi”.

La stessa cosa che è venuta in mente a me al primo apparire della soluzione berlusconiana per Alitalia.

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Noi e l’Alitalia

21 Settembre 2008 Lascia un commento

Il caso Alitalia diventa sempre più ingarbugliato e faccio fatica a trovare il bandolo della matassa. La situazione mi sembra paradossale: se Alitalia fallisce, cosa che ritengo sia la soluzione migliore per il paese, dobbiamo ringraziare i sindacati, proprio gli artecifici del disastro.

Non capisco bene le ragioni della loro resistenza se è vero che Berlusconi ha offerto loro l’80% dello stipendio per sette anni, una vera follia, ma guardo le cose dal mio punto di vista.

Se compera CAI a me, come consumatore e contrubente, tocca pagare:

tutti i debiti di Alitalia
le generose indennità ai dipendenti che perderanno il posto
gli alti prezzi che il monopolio permetterà di applicare certamente sulla Milano-Roma e forse su altri voli in Italia
le multe che la CEE ci appiopperà per gli evidenti aiuti di Stato a CAI

Se Alitalia fallisce almeno mi risparmierò le ultime tre voci indennità ed i sovracosti dei biglietti aerei e probabilmente la vendita degli attivi Alitalia sul mercato, invece che ad un’unico acquirente prefissato, consentirà al fallimento introiti più consistenti e quindi ridurre il nostro esborso per chiudere il buco.

Non ho messo, fra i nostri costi, le laute prebende sottobanco che i coraggiosi imprenditori otterranno per il loro patriottico intervento,ciascuno nel suo settore protetto di attività. Secondo me questi ci saranno comunque, i signori si sono scomodati anche se l’operazione non dovesse andare a buon fine e di questo debono essere compensati.

La cosa che mi stupisce di più di questo paese è che, secondo il Corriere, il 67% degli italiani è contento di pagare tutti questi soci ed oramai è un coro di critiche e pressione sui sindacati che ancora resistoo alla firma e che sono l’ultimo baluardo per il nostro portafoglio.

Mezzi e fini, destra e sinistra

1 Settembre 2008 Lascia un commento

Sto recuperando un po’ il tempo perduto e non voglio lasciare inosservato questo articolo di Reich, sul diverso approccio che in America, a suo giudizio, hanno democratice e repubblicani nel giudizio sull’uso dei mezzi necessari a raggiungere i fini desiderati.

Più spregiudicati i secondi, più attenti a non infrangere determinate regole i secondi. A giudicare dall’elevato numero di commenti (86), che non ho letto, il ragionamento ha, come non poteva non fare, toccato corde sensibili negli animi americani.

E come il discorso sul debito pubblico, anche questo possa essere applicato anche alla situazione italiana.

Ben lo dimostra l’indecorosa vicenda dello pseudo salvataggio di Alitalia.

Berlusconi. Troppo bravo per i miei gusti

27 Agosto 2008 Lascia un commento

Confesso che ero molto curioso di vedere come Berlusconi sarebbe riuscito a sistemare la questione di Alitalia: ero convinto che sarebbe inciampato.

E invece, da quel che mi sembra di capire, dovrebbe riuscire a superare l’ostacolo con una abilità sopraffina.

Vediamo se ho capito bene quale è la faccia della medaglia del piano Alitalia che luccica:

  1. un gruppo di coraggiosi e patriottici imprenditori costituisce una nuova società, una scatola vuota con un discreto capitale.
  2. il governo vara un decreto di modifica della legge Marzano, che innova la normativa a tutela di chi acquista da società in odore di fallimento
  3. il governo vara un decreto, o utilizza una norma già esistente (questo per ora non lo ho capito bene,) per impedire all’autorità antitrust di intervenire nel settore del traffico aereo
  4. la vecchia Alitalia viene messa in liquidazione e lo stesso, se non ho capito male, fa anche Airone.
  5. la nuova società compera dalla liquidazione il marchio e quello che rimane di buono.
  6. i dipendenti che non dovessero servire alla nuova società, verranno prepensionati o, ancora meglio, assunti da altro società sotto il controllo pubblico.
  7. la nuova società, che godrà di una posizione dominante sulla rotta Milano-Roma inattaccabile grazie a quanto sub 3) e sarà pertanto appetibile, cercherà, per una indiscutibile ed imprescindibile logica industriale, un grande partner straniero, magari la stessa Air France, e lo troverà perché il nostro mercato aereo rimane interessante.

E così, sarebbe da concludere, tutti gli italiani vivranno, e voleranno, felici e contenti, ancora grati a Berlusconi, che si conferma l’unico politico capace di mantenere le sue promesse elettorali, ed a Mastella che ci ha liberato di Prodi, che voleva svendere per pochi soldi quel portento di società che si rivelerà essere la nuova Alitalia ai perfidi francesi.

E adesso guardiamo l’altra faccia della medaglia (mi aiuta il fondo di Giavazzi sul Corriere di oggi):

  1. la vecchia Alitalia in liqudazione non può fallire, il che vuol dire che deve pagare i suoi debiti fino all’ultimo cent. Per farlo dovrà alienare i suoi attivi che hanno già un acquirente, la nuova società, ma a che prezzo? Dubito che i nostri coraggiosi e patriottici imprenditori siano disposti a pagare molto ed anzi mi permetto di sospettare che c’è già l’accordo per pagare poco, se non molto poco.
  2. la differenza, che si aggiungerà ai 300 milioni appena spesi, sarà a carico nostro (Giavazzi parla di appena 1 miliardo di euro).
  3. ancora a carico nostro il costo o delle pensioni anticipate o degli stipendi dei dipendenti trasferiti ad altra azienda pubblica i quali, se già lavoravano poco e male in Alitalia, perché dovrebbero fare di più, dal momento che la loro nuova destinazione è la prova provata che esiste un buon papà che pensa a tutti noi e che capisce che il nostro stipendio è un nostro diritto, comunque noi si assolva ai nostri doveri?
  4. ancora a carico nostro la multa che fra qualche anno la CE appiopperà all’Italia per gli illegali aiuti di stato che in questo modo vengo a concretizzarsi
  5. ancora a carico nostro, mi spiace per Giavazzi ma sicuramente i nostri coraggiosi e patriottrici imprenditori non sono fessi, eventuali ulteriori costi che per quello che se non ho capito male si può definire il “rischio Alfa Romeo” potrebbero, sempre per colpa dei biechi burocrati di Bruxelles, essere da questi imputati alla operazione.
  6. a tutto vantaggio dei nostri coraggiosi e patriottici imprenditori le congrue plusvalenze che, fra qualche anno, realizzeranno cedendo le loro quote al partner estero oggi imbarcato, dimenticandosi della patria e adducendo parecchie e ragionevoli scuse: “loro non sono del settore”, “il settore aereo richiede investimenti tali che loro non possono sostenere”, ecc… .
  7. a tutto vantaggio dei nostri coraggiosi e patriottici imprenditori i congrui utili che, visto che per la maggior parte operano in settori protetti, con cliente principale lo stato o comunque da questo pesantemente regolati, evidentemente papà sarà a loro riconoscente per l’aiuto disinteressatamente  prestato per mantenere una difficile promessa elettorale e per risolvere un grande problema nazionale

Un vero capolavoro, incredibile. Complimenti.

La faccia brillante della medaglia risplenderà per tutto l’anno, quello scura emergerà con lentezza, nei meandri del nostro bilancio statale, nei corridoi dei ministeri romani ed europei, forse nelle aule dei tribunali, e si riverserà lentamente, ma inesorabilmente, per chissà quali importi e per quanto tempo, nei nostri conti. Non brillerà mai: sarà facile nasconderla, negarla, camuffarla, ma ci sarà

Berlusconi ha mantenuto la sua prima e principale promessa elettorale: “non metterò mai le mani nelle tasche degli italiani”.

Ha messo qualcosa d’altro in qualche altro posto. E a me dà molto fastidio, anche se più nella testa che laggiù.

Ma d’altra parte se l’Italia è un paese fatto cosi’, cui piace essere governata da gente  cosi’, cosa ci posso fare?

Solo dire, dove posso e tutte le volte che posso, che a me dà fastidio e lavorare, per quello che posso, perché cambi.