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Articoli taggati ‘Berlusconi’

Segnali dello sfascio del paese

15 Novembre 2009 Lascia un commento

Piccolo segno dell’eredità che Berlusconi lascerà dietro di sè.

Renato Mannheimer, nel suo consueto Osservatorio sul Corriere della Sera titola oggi “Magistrati, in salita la sfiducia del Paese“: dodici mesi fa il 51% degli italiani dichiarava di avere “molta” o “moltissma” fiducia nella magistratura, oggi tale percentuale è scesa al 48%, di poco sotto la maggioranza, ma il liveoo più basso da lustri, dice Mannheimer.

A questo dato va ggiunto che alla magistratura si addebita tutto, il 66% la accusa di essere troppo politicizzata, ma anche il contrario di tutto, dal momento che il 68% ritiene che il ceto politico tenda ad influenzare indebitamente le decisioni dei giudici.

Insomma un paese confuso, che sta perdendo la bussola e la fiducia nelle sue istituzioni.

Ancora una volta: grazie, papà.

Facili profezie: processo breve uguale nessun processo

13 Novembre 2009 Lascia un commento

Avevo scomodato, me ne sono reso conto in un secondo momento quando ho cercato di trovare conferma ai miei ricordi giovanili, il sommo sacerdote Caifa quando mi ero preso la libertà di riadattare la celebre frase evangelica per adattarla ai nostri guai: un mese fa mi domandavo se “doveva perire una nazione per salvare un uomo” e sapevo, credo come tanti, che purtroppo la risposta sarebbe stata affermativa.

Berlusconi, nel suo oramai evidente delirio di onnipotenza, o nel gorgo di problemi da cui non sa più come uscire, sta trascinando nel baratro la nazione: per evitare il suo processo cancella tutti i processi.

E finalmente anche altri cominciano a porre agli elettori di Berlusconi la stessa domanda che io ho già sommessamente proposto: siete sicuri che gli interessi di Berlusconi siano i vostri e quelli dei vostri figli?

Tante domande a Berlusconi

30 Ottobre 2009 Lascia un commento

Queste domande a Berlusconi, recuperate in ritardo ma, come si diceva una volta, non è mai troppo tardi, mi sembrano più ragionevoli, e le eventuali risposte molto più interessanti, di quelle famose di Repubblica, le prime dieci e le seconde dieci.

Ma tant’è: Berlusconi non risponderà nè a queste né a quelle.

Lui fa i suoi interessi, non i nostri, ed in questa logica si capisce benissimo perché non risponde: cosa ci guadagna a rispondere?              Nulla.

Ed infatti non risponde.

Dopo l’ICI, l’IRAP? sbagliare va bene, ma perseverare …

28 Ottobre 2009 Lascia un commento

E così Berlusconi si appresta a cancellare, dopo la tassa più odiata dagli italiani, quella più odiosa?

Chissà quali sono le tasse amate.

E siccome secondo me non esistono, forse conviene ragionare quando si tratta di politica fiscale e non agire di pancia, cuore, o di qualche altro organo.

La crisi viene da insufficienza della domanda e non penso proprio che ridurre i costi delle imprese sia la ricetta giusta. A meno che non si speri che sia la domanda estera a rilanciare la nostra economia.

Molto meglio sarebbe restituire, o meglio lasciare, i soldi nelle tasche dei consumatori, riducendo l’Irpef.

Senza dimenticare che, per un governo che dichiara che il federalismo fiscale è il suo obiettivo strategico, continuare a ridurre le entrate istituzionalmente riservate agli enti locali, salvaguardando quelle centralizzate, non mi sembra la cosa più logica.

Ma esiste una logica in quello che fa Berlusconi? Secondo me solo quando tutela i propri interessi.

Comunque, fuor di polemica, se qualcuno vuole approfondire il dibattito su Irap sì e Irap no, ho collegato qui alcuni articoli sul tema.

Gli interessi degli italiani e quelli di Berlusconi

21 Ottobre 2009 Lascia un commento

Il misterioso viaggio in Russia di Berlusconi, che i suoi si ostinano a definire strettamente privato come se una primo ministro non avesse comunque il preciso dovere di informare il suo paese, o almeno il suo governo, su atti che, volenti o nolenti hanno ripercussioni pubblici, a parte di confermare quanto ho già sottolineato (dimmi con chi vai e ti dirò chi sei) rafforza ulteriormente un’altra mia idea:

Berlusconi fa i suoi interessi, apertamente e pubblicamente.
E cerca di convincere l’opinione pubblica italiana che si tratti di interessi condivisi.

Ho molto apprezzato una battuta che ho letto in questi giorni, per Internet non ricordo dove e l’autore mi scuserà se non lo cito: il conflitto di interessi è un problema oramai superato per l’Italia. Esistono solo gli interessi di Berlusconi.

Soprattutto dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano è diventato evidente che la libertà che Berlusconi vuole tutelare, qed a cui ha intitolato il suo partito, sia la sua libertà, e non la nostra. Sfido, e mi ripeto,  chiunque a trovare un elettore italiano che sia convinto che una eventuale ascesa al governo della sinistra, metta a rischio la sua libertà, come se Baffone fosse ancora in agguato alle spalle di Trieste.

Ed invece il programma di azione che Berlusconi si prefigge è, adesso, quello di una riforma costituzionale che modifiche profondamente l’assetto del nostro siswtema giudiziario. Tradotto in soldoni vuole dire che per più di due anni, fra le due approvazioni delle due camere necessarie per l’approvazione di una loegge di riforma costituzionale, e forse più vista la quasi certezza di un successive referendum abrogativo che certamente qualcuno si preoccuperà di richiedere, il nostro sistema politico si avviterà su di una riforma la cui unica origine sono i guai giudiziari di una persona.

E i problemi degli altri? E soprattutto il futuro dei nostri figli su cui tranquilli tranquilli scarichiamo giorno dopo giorno montagne di debito pubblico? Ma forse a loro ci penserà Tremonti, visto che sarà certamente in grado di trovare il modo di assicurare loro quel posto fisso che è la migliore garanzia di una vita tranquilla e serena.

Beato chi crede ancora alle favole.

Ma questo paese non si sveglierà mai?

Deve perire una nazione per salvare un uomo?

8 Ottobre 2009 Lascia un commento

I ricordi dei tempi di scuola sono oramai labili. Ma ai miei tempi si additavano ad esempio da imitare persone che avevano sacrificato se stessi, o persone a loro care, o i loro beni, per il bene della collettività, del gruppo, della nazione, della patria.

Ai ricordi di tanti anni fa si è affiancata l’immagine di Silvio Berlusconi che fuori dalla grazie di Dio sbraitava in televisione “meno male che Silvio c’è”. E mi sono domandato: e se non ci fosse?

Tutta una nazione, oramai da anni, si sta dilaniando sugli interessi di un unico uomo.
I suoi interessi economici, i suoi interessi privati, i suoi interessi giudiziari.
Leggi fatta in pratica solo per lui; tempo, soldi, intelligenza, rabbia, da una parte e dall’altra, impiegati e sprecati solo per discutere dei suoi interessi.

Il lodo Alfano, le roventi polemiche suscitate, le conseguenze sconosciute ma minacciose della sua bocciatura da parte della Consulta non ne sono che l’ultimo e più eclatante esempio.
Quanti presidenti del Consiglio abbiamo avuto in più di sessant’anni di vita repubblicana? E come mai solo ora la classe politica ha sentito l’esigenza di una simile legge? E’ nell’interesse del paese una simile legge? Soprattutto sono nell’interesse del paese le roventi e dirompenti polemiche che lo hanno accompagnato

Certo, a sentire Berlusconi, se non ci fosse lui  la sinistra dilagherebbe.

Ma è così sicuro che la destra italiana non saprebbe ugualmente esprimere un leader in grado di ottenere il consenso della maggioranza degli italiani?
E poi, anche se così fosse, veramente i suoi elettori riescono a vedere dietro alla faccia da ragazzino di Franceschini o al sorriso pacioso di Bersani, i baffi di Stalin e le fosse di Katlin o le foibe slovene? Nei quindici anni dell’era Berlusconi abbiamo avuto, se non sbaglio, sette anni di governo del centro-sinistra e non mi sembra che la nostra libertà ne abbia risentito. Anzi, da quel che si legge, sembra Berlusconi, e sempre per i suoi interessi privati di non far pubblicare conversazioni a luci rosse sui suoi comportamenti privati, a voler porre limiti alla libertà di stampa e di cronaca.

Non voglio fare polemiche.
Voglio solo, pacatamente, chiedere a chi vota per Berlusconi: ma veramente i suoi risultati di governo sono tali da giustificare tutto questo? E’ veramente così bravo, ha veramente in mano le chiavi capaci di assicurare ai nostri figli un futuro migliore? E’ questa la ragione per cui si è candidato?

I dati, anche quei pochi che riesco a trovare, non sembrano accreditare Berlusconi di grosse qualità come capo del governo. Gli ultimi, li ho scoperti la settimana scorsa, ci dicono che i nostri figli hanno una alta probabilità di vivere meno ricchi di sloveni e greci.

E’ questo il luminoso futuro verso cui ci sta guidando Berlusconi? Ma a noi cosa interessa se lui ha o non ha problemi sessuali? A noi cosa interessa se ha o non ha  corrotto i giudici? A noi cosa interessa se ha o non ha violato leggi fiscali e tributarie? Sono problemi suoi, non nostri.

Noi abbiamo bisogno di un capo del governo capace di darci una visione del futuro, di indicarci una strada per uscire da anni di inerzia e lassismo.

Siamo noi che dobbiamo dire al capo del governo quali sono gli interessi che deve tutelare e coltivare, non rimanere succubi e proni ad accettare che siano gli interessi privati, neppure tanto limpidi, a dettare l’agendadi governo.

Certo, voi elettori di Berlusconi avete il diritto di chiedere che lui sia lasciato libero a governare, diritto che nessuno gli contesta, all’interno delle leggi che nel nostro paese regolano l’esercizio del potere (e fra queste regole vi è anche quella che la Corte Costituzionale ha il diritto/dovere di verificare la corrispondenza delle leggi alle regole prime e che le sue decisioni vanno rispettate).

Ma siete sicuri che lui governi nei vostri interessi? Cosa direte fra quindici o vent’anni ai vostri figli o nipoti che vi chiederanno: “come mai avete sostenuto un capo del governo che ci ha reso più poveri di greci e sloveni? Una volta l’Italia non era così in basso nelle classifiche mondiali!”
Pensate di potervela cavare rispondendo: “E sì, purtroppo è vero. Ma Berlusconi ci ha salvato da Stalin”

Per favore, dite a Berlusconi che vada a godersi i suoi soldi nelle sue ville ai Caraibi e ci lasci nelle mani di qualcuno meno preoccupato delle nostre libertà e di più del nostro futuro e di quello dei nostri figli.

Il futuro dell’Italia e dei nostri figli

2 Ottobre 2009 Lascia un commento

Il sito da cui riprendo questo grafico riesce a scherzarci sopra.

Io mi limito a riportarlo e a spiegarlo, lasciando commenti e meditazioni a chi continua a sostenere che Berlusconi, di fatto al potere da oramai quindicj anni, è l’unico che in Italia ha fatto qualche cosa di concreto.

Sarei grato se mi spiegassero, anche alla luce di questi dati, che cosa ha fatto per i nostri figli.

IlSorpasso

Comunque il grafico, basato sulle previsioni in dollari fatte da Fondo Monetario Internazionale, confronta l’andamento storico dal 2007 al 2009 e le previsioni fino al 2014 del reddito pro-capite italiano, la riga verde scuro, con quello di Grecia e Slovenia, nostri vicini una volta poveri. Fra cinque anni avranno a  disposizione un reddito pro capite superiore al nostro di circa il 10%.

Se preferite avere la stessa notizia, ma da un quotidiano autorevole e dalla fonte di prima mano, leggete quest’articolo del Corriere con una breve sintesi sulle nostre prospettive secondo il vice direttore del Dipartimento europeo del Fondo Monetario Internazionale, Ajai Chopra, in occasione della presentazione del Rapporto regionale sull’Europa per il 2009.

C’è un giudice a Berlino? (o, meglio, a Roma?)

27 Maggio 2009 Lascia un commento

Questa notizia non la avevo vista da nessuna parte e me ne sono accorto solo perché, stranamente, stasera non ho sonno.

Alitalia rischia di tornare ad essere un problema per Berlusconi, e sotto un profilo che mi era sfuggito e di cui non avevo travato traccia nelle tante ppolemiche che l’argomento ha provocato in questo primo anno di governo Berlusconi.

Il Tar del Lazio ha rinviato alla Corte costituzionale il decreto del 28 agosto dllo scorso anno con il quale il governo aveva modificato la legge Marzano, quella che regola le crisi dei grandi gruppi, per adattarla ad hoc alle necessità di Alitalia ed Air One, che a furor di Berlusconi, dovevano rilevare, a spese nostra il buone di Alitalia.

La causa davanti al Tar del Lazio era stata promossa du alcuni concorrenti di Alitalia, Meridiana, Eurofly e dalla Federconsumatori che avevano impugnato il provvedimento del 3 dicembre us con cui l’Antitrust aveva autorizzato l’operazione CAI-Air One.

Vediamo se trovo nei prossimi giorni altre informazioni sul tema.

Berlusconi e lo “jus primae noctis”

23 Maggio 2009 Lascia un commento

Credevo di non riuscire a stupirmi più. Ma Barlusconi ed i suoi accoliti riescono comunque a lasciarmi stupefatto.

Oggi è la volta della lettera aperta indirizzata dalle colonne del Corriere della Sera da una parlamentare del PDL, Rizzoli, a Veronica Lario.

Se non ho capito male, la genialità di Berlusconi, la sua esuberanza e, aggiungo io, i sacrifici cui si sottopone per il paese, lo mettono al di sopra di ogni giudizio, ed in particolare di quello della moglie, che dovrebbe telefonare per chiedere scusa e ritornare, novello figliol prodigo, alla case del padre.

Incredibili anche l’imputazione alla Lario del discredito internazionale , con il riemergere dei soliti stereoptipi sul maschio latino e sulla donna oggetto. Forse la Rizzoli si riferiva, con penna intinta nel veleno, al passatro di attrice di Veronica, ed al mezzo con cui è riuscita ad uscirne, sposando un uomo ricco e più v3ecchio di lei.

A me la lettera aperta è sempbrata l’esplicita difesa di quello che nel medio evo veniva chiamato jus primae noctis: il diritto del signore di godere per primo dei favori di ogni fanciulla, proprio in virtù del fatto di essere il feudatario.

Ottimo futura ci attende.

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Il primo anno del governo Berlusconi

8 Maggio 2009 Lascia un commento

Ovvero “tra il dire ed il fare …”

E’ passato un anno dalle ultime elezioni, dal trionfo di Berlusconi, dalla nascita di uno dei governi con la maggioranza parlamentare più ampia della storia dell’Italia repubblicana, almeno sulla carta, compatta ideologicamente e resa ancor più coesa dal peso mediatico ed economico del leader carismatico.

Sulla carta quanto di meglio possa occorrere per una efficace operatività politica.

Con una premessa critica di Tito Boeri, da non perdere soprattutto per questa citazione dal lavoro di due francesi sull’operato di Sarkozy: “La strategia si basa su due principi fondamentali: il soffocamento e la conciliazione. Il primo consiste nel proporre costantemente nuove misure, imponendo procedure d’urgenza per la loro approvazione, disorientando e paralizzando l’avversario con una fitta agenda di riforme. L’insuccesso in una di queste riforme non sarà percepito come un fallimento perché ci sono tanti altri cantieri aperti. (…) Il secondo principio consiste nel dare soddisfazione alle richieste delle diverse categorie rappresentate, aprendo tanti diversi tavoli di concertazione, poi in gran parte autogestiti dalle parti sociali, e facendo concessioni importanti alle categorie, a dispetto dell’interesse generale, pur di poter dichiarare di avere completato il processo nei tempi previsti” Lavoce.info pubblica una serie di brevi note, settore per settore, sui provvedimenti emanati. Questa è la seconda seria. Forse io sono prevenuto, forse sono prevenuti gli estensori, ma mi sembra che il fatto sia poco ed il detto tanto, troppo. Come ho più volte sottolineato anchio nel mio piccolo.

Solo alcuni taglia ed incolla, per ricordare più facilmente quanto spesso alle parole non hanno seguito i fatti.

  1. Edilizia abitativa
    Si parla del travagliato accordo fra Stato e Regioni successivo alle esternazioni di Berlusconi sulle liberalizzazioni edilizie: “Quell’accordo prevedeva che entro dieci giorni dalla data della sua sottoscrizione, il governo avrebbe dovuto emanare un decreto legge per snellire e rendere più celere le procedure amministrative in materia di attività edilizia, con un ampliamento della lista degli interventi costruttivi per la cui realizzazione non sarà più richiesto un titolo abilitativo. Da allora di giorni ne sono passati circa quaranta, del decreto legge sono circolate le bozze di diverse versioni, ma finora nessuna è stata approvata dal Consiglio dei ministri.”
  2. L’immigrazione
    Tralascio gli aspetti per me più tristi di tutta la vicenda (il clima avvelenato che le troppe parole in libertà hanno creato intorno a tanti poveri cristi) per incollare questo breve stralcio, a riprova della vacuità delle troppe parole sul tema: “Gli sbarchi sulle nostre coste sono proseguiti, arrivando a quota 30mila alla fine del 2008, con un notevole incremento rispetto agli scorsi anni.  …  Le espulsioni realizzate sono state poco più di 6mila (fine ottobre 2008), e non potrebbero essere molte di più. In tutta Italia, i posti nei centri di identificazione ed espulsione sono meno di 1.200. L’insistenza sui diciotto mesi di trattenimento è fuorviante: non si farebbe altro che intasare, con pochi malcapitati, i pochi posti disponibili. Con l’ultimo decreto flussi sono state presentate domande per 740mila immigrati, normalmente già di fatto presenti e occupati in Italia. Il tasso di espulsione si aggira quindi, ad essere ottimisti, intorno all’1 per cento dei casi.” A proposito dei 18 mesi, se avete tempo, non perdetevi questo gustosissimo apologo.
  3. Università
    Anche qui si parla della intenzione del governo di arrivare a ripartire le risorse in base al merito: “Entro il 31 marzo 2009, il ministro avrebbe dovuto definire con apposito decreto in che modo la qualità dell’offerta formativa e della ricerca saranno utilizzate per ripartire i fondi. Non lo ha fatto e il ritardo è grave e inspiegabile, anche perché nei prossimi anni le università subiranno i tagli previsti dal decreto legge 133 del giugno 2008, tagli che peraltro hanno colpito tutti gli atenei, indipendentemente dai risultati conseguiti.” E anche qui alle parole non sono seguiti i fatti.