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Articoli taggati ‘concorrenza’

L’Italia e il suo futuro: fuga di cervelli anche verso i paesi sottosviluppati

17 Luglio 2009 Lascia un commento

Altro post sconsolante, sul destino che attende l’Italia, “Multipolarismo e caccia ai talenti“.

Si sta assistendo ad una fuga di personale qualificato, in particolare medici, verso i paesi arabi del golfo che, forti della liquidità della rendita petrolifera, hanno cominciato a reclutare all’estero il personale qualificato che non sono in grado di formare all’interno. E, viste le loro possibilità economiche e le basse remunerazione che il sistema Italia è in grado di offrire, il nostro paese è diventato uno dei loro territori di caccia preferiti.

 

Liberismo ed antitrust

8 Giugno 2009 Lascia un commento

Fa riflettere un0 altro articolo apparso su IBL di dura critica alle politiche antimonopolistiche europee ed alla tendenza che pare delinearsi di un avvicinamento della linea politica della amministrazione Obama a quella della CEE.

Sto imparando che per gli ultralibersiti, anche la politica antimonopolio è una indebita ingerenza dello Stato nel libero funzionamento del mercato. La critica è al concetto di “abuso di posizione dominante” che sta alla base della azione antitrust europea, diverso, secondo l’articolista , da quello che impronta la cultura americana, la messa al bando di pratiche che “pongono limiti agli scambi“.

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Opel: seconda previsione

2 Giugno 2009 Lascia un commento

Le mie previsioni erano giuste: Opel è finita a Magna, a quella che, non ho capito bene perché, i giornali hanno definito la cordata austro-canadese.

Mi sembra che sia preponderante il peso dei russi, finanza e partner industriale, ma soprattutto, per l’appoggio politico, leggi i socialdemocratici, di cui hanno goduto nella contesa, il che secondo me non depone a favore della sostenibilità economica della soluziona adottata. Ma forse sono prevenuto.

Adesso vediamo come va a finire. E la mia seconda previsione è che l’operazione Opel si trasformerà in un bagno di sangue per il contribuente tedesco. Se esiste una sovrabbondanza di capacità produttiva nel settore automobilistico, non saranno certo i miliardi di euro profusi dal governo tedesco nel sostenere una azienda industriale a creare la domanda capace di coprire quel divario: serviranno solo a nascondere e rimandare per un poco il problema.

Che si ripresenterà.

La logica è sempre quella, ed è difficile da smontare. I produttori, in questo caso i dipendenti di Opel e dell’indotto, sono concentrati, visibili, attivi, capaci di rhchiamare ed ottenere l’appoggio della classe politica. La loro controparte, i consumatori, i “responsabili” della crisi Opel, perchè non comperano le Opel, sono dispersi, invisibili, da un certo punto incomprensibili, (“perché noncomperano più automobili?”) e quindi dimenticati e penalizzati.

Tenere in considerazione le loro esigenze è difficile (“cosa vogliono invece della automobili?” è una domanda a cui ciascun consumatore penso darebbe una risposta diversa) se non impossibile, e richiede una capacità di scommessa sul lungo periodo che è al di là degli orizzonti temporali della classe politica, specie se in anno elettorale come quella tedesca.

Sarebbe necessaria una rivoluzione copernicana, di cui non vedo nè i barlumi, nè le basi, le gambe su cui potrebbe camminare.

C’è un giudice a Berlino? (o, meglio, a Roma?)

27 Maggio 2009 Lascia un commento

Questa notizia non la avevo vista da nessuna parte e me ne sono accorto solo perché, stranamente, stasera non ho sonno.

Alitalia rischia di tornare ad essere un problema per Berlusconi, e sotto un profilo che mi era sfuggito e di cui non avevo travato traccia nelle tante ppolemiche che l’argomento ha provocato in questo primo anno di governo Berlusconi.

Il Tar del Lazio ha rinviato alla Corte costituzionale il decreto del 28 agosto dllo scorso anno con il quale il governo aveva modificato la legge Marzano, quella che regola le crisi dei grandi gruppi, per adattarla ad hoc alle necessità di Alitalia ed Air One, che a furor di Berlusconi, dovevano rilevare, a spese nostra il buone di Alitalia.

La causa davanti al Tar del Lazio era stata promossa du alcuni concorrenti di Alitalia, Meridiana, Eurofly e dalla Federconsumatori che avevano impugnato il provvedimento del 3 dicembre us con cui l’Antitrust aveva autorizzato l’operazione CAI-Air One.

Vediamo se trovo nei prossimi giorni altre informazioni sul tema.

Fiat e Opel: le mie previsioni

24 Maggio 2009 Lascia un commento

Scrivo questo post per togliermi un piccolo sfizio: voglio vedere se prevedo giusto sull’esito di una contesa che appassiona e per dire la mia, allargando un attimo lo sguardo.

In estrema sintesi: sono convinto che Marchionne non riuscirà a convincere i tedeschi a cedergli la Opel e che questo sarà un bene per la Fiat.

Perché i tedeschi non gli daranno retta? Perché non ci amano (la vicenda Pirelli-Continental insegna), perché Marchionne offre pochi soldi e perché i legami fra russi e tedeschi sono troppo forti ed, aggiungerei, anche pericolosi per tutti noi.

Ma sono più che convinto che per la Fiat ciò non sarà un danno, anzi.

E’ vero che le acquisizione vanno fatte nei periodi di crisi, quando i valori sono bassi, ma è anche vero che le fusioni fra imprese sono una faccenda delicata, richiedono tempo ed attenzione e mi sembra che già l’accordo con Chrysler sia estremamente impegnativo.

E soprattutto penso che non sia vero quello che tutti vanno dicendo: che ci sia bisogno di poche grandissime imprese automobilistiche. Non capisco evidentemente niente di produzione automobilistica e posso immaginare che anche in questo settore le economie di scala abbiano il loro peso. Ma le economie di scale non sono tutto. La mia impressione è che il gigantismo aziendale, molto di modo ai tempi della globalizzazione, produca aziende-mostri che nessuno è in grado di gestire e di controllare. Nessuno mi toglie dalla testa cche una parte dei problemi del settore finanziario che si sono riversati su tutta l’economia siano dipesi dalla incapacità dei vertici di controllare adeguatamente azienda troppo cresciute e troppo diversificate.

E per noi consumatori le aziende troppo grandi sono un problema: sono un problema quando le cose vanno bene, perchè hanno un controllo del marcato troppo forte e, soprattutto, diventano un problema quando le cose vanno male, perché il loro potere di ricatto le rende “troppo grandi per fallire” il che finisce per scaricare le loro inefficienze ed i loro errori, invece che su azionisti e management, sui contribuenti, e cioè ancora una volta su di noi consumatori.

Staremo a verdere cosa succede a Fiat.

Per una analisi seria della strategia attuale di Fiat, per tutti questo articolo da Lavoce.info. Mi sembra scettico.

Antitrust e Intel: ideologia liberista

16 Maggio 2009 1 commento

Che senso ha scrivere un articolo così?

Può essere che l’antitrust europeo ubbidisca a criteri politici nelle sue scelte. Ma Lottieri afferma e non dimostra, nel più classico stile di ragionamento ideologico. L’antitesi secondo me del comportamento del liberale, attento ai fatti concreti.

Quale à la quota di mercato di Intel? Quali sono i prezzi che applica e quali sono quelli dei suoi concorrenti? Lo sviluppo tecnologico è incentivato od è frenato dalle politiche commerciali in un settore cruciale quale quello dei micro processori?

E via domandando, nel tentativo di capire le motivazioni della sentenza. Non mi ci metto neppure a commentarla, non la ho letta e dubito che riuscirei a capirla. Ma almeno un rinvio a ciò che si critica, tanto per far capire che si è letto, Lottieri lo poteva lasciare.

Io ho trovato questo, che credo sia il comunicato ufficiale della Commissione. Sempre meglio di niente. E debbo dire che, dopo averlo scorso rapidamente. mi sembra che qualche ragione la CEE la abbia. Per criticarla bisognerebbe falsificare le sue affermazioni. E poi, girando nei link del comunicato, ho trovato questo memo:

When is the Decision going to be published?
The Decision in English (the official language version of the Decision) will be made available as soon as possible on DG Competition’s website (once relevant business secrets have been taken out). French and German translations will also be made available on DG Competition’s website in due course. A summary of the Decision will be published in the EU’s Official Journal L series in all languages (once the translations are available).

Conoscere prima di criticare. Direi che la CEE batte Lottieri 5 a 0. Da una parte fatti, dall’altra parole.

Comunque sono convinto che multe di un tale livello non verranno pagate e sono, pertanto, inutili cone le grida di manzoniana memoria.

Tassazione e spesa pubblica

16 Maggio 2009 Lascia un commento

Due i punti interessanti di un articolo da nFA sulla cosidetta “concorrenza fiscale“.

  1. La difesa, anche in questo campo delicato, del principio della concorrenza, ed anche qui di una concorrenza regolamentata, visto che difende l’Irlanda ma non le isole Cayman.
  2. I rinvii a tre contributi teorici a sostegno della teoria che “la spesa pubblica si traduce in controllo delle risorse, potere, e in ultima istanza è strumento fondamentale al raggiungimento del consenso elettorale“, che coprono vent’anni di elaborazione teorica degli economisti sul tema:
    1. A positive theory of  fiscal deficits and government debt“, articolo pubblicato da Alberto Alesina e Guido Tabellini nel 1989
    2. The provision of public goods under alternative electoral incentives“, (pp. 31) di Alessandor Lizzeri e Nicola Perisco del 1999
    3. A dynamic theory of public spending, taxation, and debit” (pp. 36) di Marco Battaglini e Stephen Conte del 2008
  3.  

Alitalia, quanto mi costi

6 Maggio 2009 Lascia un commento

Non volo praticamente mai e pertanto non ho il piacere di godere dell’eccellente servizio o degli eccellenti prezzi che il nuovo vettore offre ai fortunati che hanno bisogno di lui, ma neppure io riesco a sfuggire dal pagare una parte dei costi che la magistrale operazione di Berlusconi ha scaricato su di noi.

Come tutte le settimane sono andato a Buttigliera d’Asti. Mi aspettavo un aumento del pedaggio, i giornali avevano scritto che dal primo maggio le tariffe erano aumentate di circa un 3/4% e lo stesso recitava il solito bigliettino affisso sul casello di entrata, alla barriera di Assago.

Arrivato a Villanova d’Asti la sorpresa: il costo del mio viaggio era pari ad Euro 8,80. La settimana scorsa era stato di Euro 8,00. A casa mia vuol dire un aumento del 10%. Probabilmente, oltre al ringraziamento per la patriottica operazione in Alitalia, debbo pagare anche l’ottimo lavoro compiuto, che ha portato a finire la terza corsia sul tratto Tortona-Milano nel girodi non so quanti anni, non so con quali costi, ma certamente più che in tempo visto lo scarso traffico sulla tratta Milano-Genova.

Un sentito grazie a chi ci governo così.

L’importanza della concorrenza

4 Maggio 2009 Lascia un commento

Si moltiplicano, sui siti Usa che seguo e non solo, le considerazioni sulla necessità non tanto di una nuova normativa anti-trust, ma si una più attenta e severa attenzione ai problemi della concorrenza e del pericolo che le aziende, e non solo le banche, troppo grandi posso diventare.

Più che un post, questo vuole essere un terminale cui collegare i rinvi al tema che trovo.

03 mag 2009  “The Need for New Antitrust Laws” – The Baseline Scenario

21 apr 2009 “Too Big to Fail or Too Big to Save?” - Joseph Stiglitz, audizione presso il Joint Economic Committee del Congresso degli  Stati Uniti

Lo scontro fra la grande finanza e l’amministrazione Obama

16 Aprile 2009 Lascia un commento

Forse il titolo è troppo pretenzioso e probabilmente sopravvaluto segnali sporadici che si aggiungono ad alcune mie convinzioni profonde. Non ho molto tempo per approfondire, ma non credo di sbagliarmi.

L’evoluzione della situazione della crisi finanziaria negli Stati Uniti, in particolare il piano Geithner, molto criticato, sembra provare l’enorme potere di infulenza che la grande finanza ha sulla pubblica amministrazione americane.

Degne di riflessioni approfondite, in questa ottica, le analisi di questo post “Bring In The Antitrust Division (On Banking)“: solo una energica e tempestiva azione dell’autorità anti-trust può essere in grado di tutelare consumatori e contribuneti dal rischio che le poco grandi banche che sono uscite rafforzate dalla crisi, a cominciare da Goldman Sachs, influenzino pesantemente a proprio vantaggio l’evoluzione della crisi.

E’ il ragionamento già riportato a novembre 2008 di Robert Reich: non esistono banche troppo banche per poter fallire, ma solo banche troppo grandi.

Altri due articoli dallo stesso blog sul tema.

Il primo “The Missed Opportunity“,  ribadisce un disagio che è evidentemente presente nel mondo politico, economico e finanziario negli Stati Uniti: la difesa del principio della libera iniziativa e della proprietà privata giustifica il fatto che la montagna di soldi dei contribuenti usati per salvare le banche dal fallimento non possano contare nella gestione ordinaria delle banche, anche e soprattutto quando questa gestione, pur tesa al legittimo scopo di tutelare gli interssi degli azioniati,, confligge pesanetemente con gli indirizzi di  politica economica del governo?

Tradotto in soldoni e scendendo sul terreno concreto possono o debbono le banche salvate dai soldi dei contribuneti opporsi agli sforzi del governo di salvare la Chrysler o di tutelare i piccoli debitori in difficoltà coi mutui o con le carte di credito?

L’altro “The Missing Witness“, con una serie di rinvii interessanti, si sofferma sull’ostruzionismo, se non ho capito male, che il mondo finanziario sta applicando verso gli sofrzi del Congresso americano di arrivare ad una nuova regolamentazione del settore, con particolare riferimento al tentativo di trovare un rimedio al trovarsi nuovamento nella diabolica situazioni di dover applicare il principio persoervo del “troppo grande per fallire