Archivio

Articoli taggati ‘Educazione civica’

Ministro Gelmini, cerca di occuparti di cose serie

24 Settembre 2009 Lascia un commento

Piccola statistica di Eurostat sullo studio delle lingue straniere nei paesi CEE, tre paginette con due tabelle.

La curiosità di vedere come siamo messi. A tutti piacciono le classifiche

Tutto sommato in linea sulla impressione di conoscere le lingue straniere: rispetto ad uma media europea di 28,1 adulti (dai 25 ai 64 anni) che ritengono di conoscere almeno due lingue straniere, l’Italia ha una media del 27,6%.

Sconfortante invece il responso riguardo agli studenti della scuola secondaria che nel 2007 studiavano due o più lingue straniere. In Europa le studiano il 60,1% degli studenti, in Italia solo il 24,6%.  Se si escludono Irlanda e Gran Bretagna che, fortunati loro, non hanno bisogno di imparare l’inglese, peggio di noi fa solo la Grecia, con il 6,9%.
Forse la Gelmini, invece di grembiuli e voti, dovrebbe preoccuparsi di questi dati.

Le ragioni del nostro declino: la cultura

5 Settembre 2009 Lascia un commento

David Landes è uno studioso di cui ho letto qualche cosa (uno e due),  trovandolo sempre molto acuto e convincente.

Ed ho trovato ricco di spunti di riflessione anche per il nostro futuro il breve articolo apparso sul Corriere della sera del 3 settembre us “La cultura fa la differenza nel successo delle nazioni” una sintesi di una conversazione fra lui e Francis Fukuyama in via di pubblicazione sulla rivista della Cattolica “Vita e Pensiero”.

Difficile non ricordare che agli albori dell’era moderna l’Italia era all’avanguardia fra le nazioni, come sviluppo economico, tenore di vita e cultura. Un primato progressivamente perduto, certo per ragioni geografiche e di ricchezza di risorse. Ma quanto ha pesato la cappa culturale della Controriforma e la mancata rivoluzione liberale di cui parlava Gramsci?

E soprattutto quanto pesa oggi sulle nostre prospettive e sul nostro futuro l’incapacità ampiamente diffusa  di assumere su di noi la responsabilità di quello che ci succede e di partire da questa assunzione di responsabilità individuale per modificare il nostro comportamento, individuale e collettivo?

Social lending. Questo me lo ero perso

15 Luglio 2009 Lascia un commento

Ma adesso non ho tempo. Debbo lavorare. Lascio i due rinvvi per approfondire

Il post sul nfA “Il congelamento di Zopa.it” e la home page di Zopa.it e il post sulla chiusura, qui. Aggiunta e rettifica di nfA del 24 luglio.

Ho imparato che si tratta di social lending, da questo articolo del Sole24Ore e che in Italia esiste un’altro soggetto Boober.it, per ora regolarmente attivo

Separazione delle carriere e conflitto di interessi

28 Giugno 2009 Lascia un commento

L’una è un cavallo di battaglia di Berlusconi, la seconda dei suoi oppositori.

Ma la raggelante notizia, data quasi in sordina ma con autorevolezza dal Corriere della Sera di oggi, dimostra che in realtà Berlusconi dei grandi temi civili e sociali non se ne cura e li usa solamente in modo strumentale: a lui, come sempre, interessano i suoi problemi ed i suoi interessi personali.

Per difenderli, perso l’appoggio di Craxi, è sceso in politica, non per salvarci dai comunisti, e delle regole che dovrebbero aiutarci a gestire la nostra società civile, se ne frega. E con lui se ne fregano non solo i suoi collaboratori, ma, a quanto pare, anche chi di tali regole dovrebbe essere il nmassimo custode.

La notizia è in un fondo di Bianconi, nella pagina dei commenti: nei giorni scorsi si è svolta una “conviviale” cena fra Berlusconi, il ministro della giustizia, Alfano, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Letta, i presidenti delle commissioni giustizia di Camera e Senato e ddi due, non identificati ma certamente noti al giornalista, giudici della Corte Costituzionale.

Facile immaginare il tema della conversazione fra tanti personaggi altolocati: la prossima decisione della Corte sul cosidetto lodo Alfano, la prima legge della legislatura, quella fortemente voluta da Berlusconi per metterlo al riparo, almeno fino a quando è presidente del consiglio, dalle conseguneze dei suoi disinvolti comportamenti passati che lo hanno portato a dover risponderne davanti alla magistratura.

Allibisce che due giudici si siano seduti a quel tavolo: Ma pazienza: nell’Italia oscura dell’era Berlusconi, stupirsi perché non solo le regole, ma anche le forme vengano stracciate, è da ingenui.

Vivere al disopra delle proprie possibilità

18 Ottobre 2008 Lascia un commento

Nel post precedente ho collegato, ancor prima di leggerlo, un post di Reich che nel titolo riportava l’affermazione che gli americani, in questi anni, hanno vissuto al disopra delle proprie possibilità. Siccome è uno dei miei punti forti, con particolare riferimento alla equazione “debito = troppo consumo” non me lo volevo perdere. Poi sono andato a leggerlo e sono iniziate riflessioni un pochino più apprfondite.

Cosa vuol dire “vivere al disopra delle proprie possibilità?

Lavoro e sicurezza. Vita, responsabilità e … tanta carta

12 Giugno 2008 Lascia un commento

Volevo scrivere qualche cosa ieri sera, ma poi mi è mancato il tempo. E stamattina ancora morti sul lavoro. E proprio di leggi sulla sicurezza volevo parlare.

Chi mi tiene le paghe mi aveva mandato, in data 15 maggio e io non la avevo vista, una mail con indicate due scadenze per quel giorno, introdotte dopo la tragedia della Tyssen.

Innanzitutto è cambiata la normativa delle denunce degli infortuni sul lavoro  all’INAIL. Bisogna denunciare anche gli infortuni che comportano una prognosi anche di un solo giorno, e non più di almeno tre giorni come prima. Il mio commercialista avvertiva che l’Inail non aveva ancora predisposto la nuova modulistica. Lui, ligio e prudente, nell’attesa che lo Stato ti consenta di adempiere alle sue mormative suggeriva di utilizare la vecchia modulistica, adattandola liberamente alla nuova situazione. E io mi domando: che se ne fa l’Inail di tutta quella carta? Serve a ridurre i rischi sul lavoro?

Seconda innovazione, sempre con scadenza al 15 del mese scorso: gli infortuni debbono essere registrati  di un libretto di cui ogni lavoratore deve essere dotato, in cui vanno annotati tutti gli accadimenti relativi alla sua vita aziendale per quanto riguarda la salute e gli infortuni. Peccato che il libretto, che dovrebbe essere predisposto dalle regioni, non sia per ora disponibile. Ed anche qui il suggerimento era di scrivere per ora su di un registro volontario.

E poi la mattina dopo leggi di altri morti sul lavoro, ma non perchè i registri non sono stati tenuti in ordine o perchè le comunicazioni non sonos tate inviate a chi di dovere il giorno dovuto e nelle forme dovute , ma più semplicemente e più tragicamente, perché, da quel che ho capito, non sono state applicate le più banali misure di prudenza e precauzione.

Da una parte carte, adempimenti, adempimenti e carte. Dall’altra drammatica imprudenza.

E’ mai possibile che questo paese e con esso la sua classe dirigente non capisca che non è di carta che ha bisogno (se non ho visto male il file pdf che mi scaricava sul computer l’ultimo decreto sulla sicurezza era di quasi 500 pagine !!!) ma di cultura della legalità, o più semplicemente di banale cultura e di richiamo alla personale responsabilità che ciascuno di noi ha, sul lavoro e nella vita, verso se stesso e verso gli altri e che questa responsabilità non gli può essere alleggerita o abolita solo perchè ha compilato le dovute carte?

Educazione civica

25 Maggio 2008 Lascia un commento

Ho aggiunto oggi questa nuova categoria. E’ un termine che mi è venuto in mente più volte riflettendo sulla situazione del nostro paese e sui tanti suoi problemi.

“Manca educazione civica”

Ho letto che il nuovo ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, vuole tentare di rilanciarla nella scuole, dove, fin da quando ci andavo io, è sempre stata considerata una materia da snobbare.

Auguri, ministro.

E se il papà imbroglia?

25 Maggio 2008 Lascia un commento

Non è che avessi molti dubbi. Mi stupiva molto che il provvedimento sui mutui avesse trovato una tale accoglienza favorevole, anche dalle banche.

Sul Sole 24ore di oggi i confronti fra la possibilità offerta da Berlusconi e la rinegoziazione del mutuo a suo tempo predisposta da Prodi, e non per niente boicottata dalle banche.

RIbadisco il mio giudizio: è migliore, per il singolo e per la società la scelta, forse più difficile ma più incentivante, della libera contrattazione dele migliori condizioni di mercato, per le quali lo Stato deve dettare regole certe ed efficaci, che non la magnanima offerta da parte del dominus di una soluzione contrattata ai piani alti e poi presentata al popolo bue come la panacea di tutti suoi mali.

Ed è anche molto più educativa. Certo richiede responsabilità individuale. E rischio.

Le stesse mie osserrvazioni, in forma molto più elegante e scientfica, e con qualche commento