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Articoli taggati ‘Europa’

L’Italia è proprio uno strano paese

17 Dicembre 2008 Lascia un commento

La settimana scorsa è successo un mezzo putiferio perché il ministro Brunetta si è permesso di proporre la parificazione dell’età per il pensionamento di vecchia per uomini e donne, oggi 65 anni per gli uni e 60 per le altre.

Era il 13 dicembre, sabato. Tutti hanno cominciato a gridare, protestare, e nessuno a ragionare.

Tra le righe, fra uno strillo e l’altro, era apparsa la notizia che in realtà il ministro si era limitato a richiamare l’attenzione su di un contenzioso in fase di apertura fra l’Italia e la CEE sul problema. Ma i dati di fatto non attirano l’atenzione, non fanno vendere probabilmente, e così nessuno, io per primo, si è forse dato la pena di verificare cosa stesse succedendo effettivamente.

Oggi, purtroppo sempre per caso, ho trovato questo articolo “La Corte di Giustizia Europea e le pensioni” che fa il punto su di una sentenza della Corte di Giustizia Europea. Al di là del merito del problema, non ho ancora letto tutto, quello che mi ha stupito sono state le date.

L’articolo è del 29 novembre, la sentenza del 13 novembre !!! , ed è allegata all’articolo e pe comodità mia e spero di altri, la riporto anche io qui. Ma fino a quando Brunetta non ha parlato, nessuno se ne è interessato. La notizia è apparsa un mese dopo il fatto. Alla faccia del giornalismo rispettoso dei fatti.

Siamo proprio uno strano paese: i problemi esistono solo a comando. 

Peccato che non sia vero. La CEE va avanti lo stesso, senza curarsi del nostro curioso modo di agire e, se è vero quanto riporta l’articolo, sulle nostre pensioni le corti di giustizia avranno molto da dire. Probabilmente ci divertiremo.

Qualche dato ed alcuni rinvii interessanti sul tema oggetto della sentenza della Corte di Giustizia Europea si trova in questo articolo del CER “La pensione alle donne: uniformarsi all’Europa? Si, ma in tutto!

E adesso (19 dic 2008) è tutto un fiorire di discussioni e dibattiti sull’argomento: meglio tardi che mai. Questa è una breve nota di www.nens.it che confronta la situazione dei vari stati europei. E questo un articolo di Lavoce.info sul tema

L’anzianità è una ricchezza. Perchè sprecarla?

24 Maggio 2008 Lascia un commento

Ho trovato molto interessante questo articolo che viene dagli Stati Uniti sul nostro futuro di Europei, dal sottotitolo molto esplicito “L’Europa può risolvere la sua crisi demografica riscoprendo il valore della salute“.

L’autore parte dall’analisi delle previsioni demografiche per l’Europa Occidentale che prevedono che intorno al 2030 una percentuale di popolazione con più di 65 anni intorno al 25%, rispetto all’attuale 17%. Con logiche differenze regionali, l’Irlanda rimarrà più giovane dell’Italia, nel 2030 l’età media degli europei sarà di 47 anni, circa 10 anni di più di quella media degli americani di oggi.

Le conseguenze di questo invecchiamento, rapido e consistente, della popolazione saranno importanti: e accentueranno gli aspetti ciclici delle aspettative di guadagno, risparmio e consumo tipiche degli vari momenti della vita.

Le persona in età di lavoro tendono a guadagnare più di quello che consumano, comportamento che si capovolge con l’aumentare dell’età.

Se non si modificano i comportamenti attuali le conseguenze, che l’articolista definisce come alternative ma che ritengo si possano considerare come concomitanti, sono tre:

  • minori consumi, sia privati che pubblici (sanità, pensioni, servizi sociali);
  • minori risparmi, minori investimenti e quindi minor sviluppo;
  • ridotte prospettive di sopravvivenza per gli anziani.

Ed è a questo pnto della sua analisi che l’autore avanza l’osservazione che più mi ha colpito: secondo lui l’Europa possiede quello che definisce un vantaggio demografico “economicamente portentoso”: gli Europei godono di un’ottima salute ed hanno una prospettiva di vità molto migliore dei loro coetanei americani, il che offre loro la possibilità di rimanere produttivi anche in età avanzata.

Nel 2003 l’aspettativa di vita negli Stati Uniti era di 74,7 anni, mentre per l’Europa a 15 era di 76,0, con punte di 77,0 e 77,9 in Norvegia e Svizzera. Mediamente gli europei si aspettano di vivere almeno un anno più degli americani e addrittura tre o quattro nei paesi  europei più ricchi, fra cui certamente anche il nostro.

Stesso discorso per la probabilità di sopravvivenza dei giovani europei, molto più alta di quelle dei coetanei d’oltre oceano.

Nel mondo moderno, dove lo sviluppo si deve più alle risorse umane ed all’intelligenza piuttosto che alle risorse naturali ed alla forza, la salute, ed io aggiungo l’esperienza sono una disorsa da non sprecare: la salute è ricchezza o, almeno, potenzialità di ricchezza.

L’Europa sembra intenzionata a sprecare questa risorsa e l’Italia è all’avanguardia in questa corsa.

Ancora una volta, perchè?

Liberismo e mercati finanziari

17 Maggio 2008 Lascia un commento

Interessante articolo del FT “Europe’s monstrous market misgivings“.

Parte dalla constatazione dei una crescente animosità dei politici in tutta Europa verso le banche, ostilità generica e populistica.

Certo una parte è dovuta all’evidente tentativo dei politici di trovare il solito capro espiatorio per le difficoltà economiche ed in parte agli evidenti errori delle banche, dove, testuale, the link between risk and reward has been snapped.

Ma in tutta Europa cresce l’antiliberismo o, come dice Tremonti, l’antimercatismo. Forse il pendolo sta tornando indietro. E mi sembra che il FT non ne sia del tutto dispiaciuto

C’è chi guarda più lontano (e meglio) di noi

30 Aprile 2008 Lascia un commento

Non sono riuscito a trovare l’articolo sul Web da collegare qui, ma la notizia merita di essere segnalata e meditata. E’ sul Corriere della Sera di oggi, nelle pagine economiche sotto il titolo “Contropiede di Pechino: dazi zero sulle derrate”.

Il succo della notizia è questa: ”a partire dal 2006 Pechino ha azzerato in modo unilaterale i dazi doganali su una lista di 190 materie prime prodotte dai 25 Paesi meno sviluppati del Continente (l’Africa) (su 60 in tutto). L’anno scorso poi la Cina ha continuato ad allungare la liste delle vocie esenti da barriere e in questa fase la sta estendendo a 440 materie prime …”

Noi invece proteggiamo la nostra agricoltura ed i poveri hanno fame

Basta leggere l’articolo linkato sopra del FT di oggi.

Chi vede più lontano? a chi si rivolgeranno i poveri?

Certo forse le risposte giuste le conosciamo anche noi e mi sembra molto appropriato il fondo di Giavazzi anche lui di oggi sul Corriere