Archivio

Articoli taggati ‘Italia’

Il debito pubblico: quanta confusione

30 Ottobre 2009 Lascia un commento

L’uscita di Berlusconi sull’Irap ha scatenato un putiferio di reazioni e, soprattutto, ha portato alla ribalta lo scontro sotterraneo in corso nel Pdl fra Tremonti ed i suoi avversari. Tante le chiacchiere inutili e le ovvietà

E la cosa buffa è che l’analisi pià interessante su cosa fare visto lo stato penoso del nostro bilancio comune era già uscita un mese fa. L’ho scoperta anch’io solo in questi giorni, e proprio per questo non voglio lasciarmela sfuggire.

E’ opera del centro studi Economia Reale, che ha un sito bruttissimo di difficile utilizzo e che fa capo a Mario Baldassarri, economista di provenienza AN ed attualmente presidente della Commissione Finanze del Senato.

Si tratta di un vero e proprio manifesto di politica economica alternativo alla strategia di Tremonti e che trovate qui.

Perché sono andato a votare

25 Ottobre 2009 Lascia un commento

Faccio fatica a districarmi fra le correnti ed i litigi del Partito Democratico e molto spesso non riesco a trovarmi d’accordo con le proposte politiche che, a fatica, riescono a partorire. Non vivo la classe politica di sinistra molto diversa o molto migliore di quella di destra. Ma almeno ogni tanto si degnano di chiedere il nostro parere. E non credo siano tanti nel mondo.

Ma sono andato a votare, e sono contento che la mia sia stata una scelta condivisa da tanti altri miei concittadini. Immagino che come me siano grati a coloro che ci permettono di dire la nostra, di farci vivere concretamente la nostra democrazia.

E’ una bella giornata. Se la nostra classe politica avesse più coraggio e chiedesse più spesso il nostro parere, le cose migliorerebbero.

Deve perire una nazione per salvare un uomo?

8 Ottobre 2009 Lascia un commento

I ricordi dei tempi di scuola sono oramai labili. Ma ai miei tempi si additavano ad esempio da imitare persone che avevano sacrificato se stessi, o persone a loro care, o i loro beni, per il bene della collettività, del gruppo, della nazione, della patria.

Ai ricordi di tanti anni fa si è affiancata l’immagine di Silvio Berlusconi che fuori dalla grazie di Dio sbraitava in televisione “meno male che Silvio c’è”. E mi sono domandato: e se non ci fosse?

Tutta una nazione, oramai da anni, si sta dilaniando sugli interessi di un unico uomo.
I suoi interessi economici, i suoi interessi privati, i suoi interessi giudiziari.
Leggi fatta in pratica solo per lui; tempo, soldi, intelligenza, rabbia, da una parte e dall’altra, impiegati e sprecati solo per discutere dei suoi interessi.

Il lodo Alfano, le roventi polemiche suscitate, le conseguenze sconosciute ma minacciose della sua bocciatura da parte della Consulta non ne sono che l’ultimo e più eclatante esempio.
Quanti presidenti del Consiglio abbiamo avuto in più di sessant’anni di vita repubblicana? E come mai solo ora la classe politica ha sentito l’esigenza di una simile legge? E’ nell’interesse del paese una simile legge? Soprattutto sono nell’interesse del paese le roventi e dirompenti polemiche che lo hanno accompagnato

Certo, a sentire Berlusconi, se non ci fosse lui  la sinistra dilagherebbe.

Ma è così sicuro che la destra italiana non saprebbe ugualmente esprimere un leader in grado di ottenere il consenso della maggioranza degli italiani?
E poi, anche se così fosse, veramente i suoi elettori riescono a vedere dietro alla faccia da ragazzino di Franceschini o al sorriso pacioso di Bersani, i baffi di Stalin e le fosse di Katlin o le foibe slovene? Nei quindici anni dell’era Berlusconi abbiamo avuto, se non sbaglio, sette anni di governo del centro-sinistra e non mi sembra che la nostra libertà ne abbia risentito. Anzi, da quel che si legge, sembra Berlusconi, e sempre per i suoi interessi privati di non far pubblicare conversazioni a luci rosse sui suoi comportamenti privati, a voler porre limiti alla libertà di stampa e di cronaca.

Non voglio fare polemiche.
Voglio solo, pacatamente, chiedere a chi vota per Berlusconi: ma veramente i suoi risultati di governo sono tali da giustificare tutto questo? E’ veramente così bravo, ha veramente in mano le chiavi capaci di assicurare ai nostri figli un futuro migliore? E’ questa la ragione per cui si è candidato?

I dati, anche quei pochi che riesco a trovare, non sembrano accreditare Berlusconi di grosse qualità come capo del governo. Gli ultimi, li ho scoperti la settimana scorsa, ci dicono che i nostri figli hanno una alta probabilità di vivere meno ricchi di sloveni e greci.

E’ questo il luminoso futuro verso cui ci sta guidando Berlusconi? Ma a noi cosa interessa se lui ha o non ha problemi sessuali? A noi cosa interessa se ha o non ha  corrotto i giudici? A noi cosa interessa se ha o non ha violato leggi fiscali e tributarie? Sono problemi suoi, non nostri.

Noi abbiamo bisogno di un capo del governo capace di darci una visione del futuro, di indicarci una strada per uscire da anni di inerzia e lassismo.

Siamo noi che dobbiamo dire al capo del governo quali sono gli interessi che deve tutelare e coltivare, non rimanere succubi e proni ad accettare che siano gli interessi privati, neppure tanto limpidi, a dettare l’agendadi governo.

Certo, voi elettori di Berlusconi avete il diritto di chiedere che lui sia lasciato libero a governare, diritto che nessuno gli contesta, all’interno delle leggi che nel nostro paese regolano l’esercizio del potere (e fra queste regole vi è anche quella che la Corte Costituzionale ha il diritto/dovere di verificare la corrispondenza delle leggi alle regole prime e che le sue decisioni vanno rispettate).

Ma siete sicuri che lui governi nei vostri interessi? Cosa direte fra quindici o vent’anni ai vostri figli o nipoti che vi chiederanno: “come mai avete sostenuto un capo del governo che ci ha reso più poveri di greci e sloveni? Una volta l’Italia non era così in basso nelle classifiche mondiali!”
Pensate di potervela cavare rispondendo: “E sì, purtroppo è vero. Ma Berlusconi ci ha salvato da Stalin”

Per favore, dite a Berlusconi che vada a godersi i suoi soldi nelle sue ville ai Caraibi e ci lasci nelle mani di qualcuno meno preoccupato delle nostre libertà e di più del nostro futuro e di quello dei nostri figli.

Il futuro dell’Italia e dei nostri figli

2 Ottobre 2009 Lascia un commento

Il sito da cui riprendo questo grafico riesce a scherzarci sopra.

Io mi limito a riportarlo e a spiegarlo, lasciando commenti e meditazioni a chi continua a sostenere che Berlusconi, di fatto al potere da oramai quindicj anni, è l’unico che in Italia ha fatto qualche cosa di concreto.

Sarei grato se mi spiegassero, anche alla luce di questi dati, che cosa ha fatto per i nostri figli.

IlSorpasso

Comunque il grafico, basato sulle previsioni in dollari fatte da Fondo Monetario Internazionale, confronta l’andamento storico dal 2007 al 2009 e le previsioni fino al 2014 del reddito pro-capite italiano, la riga verde scuro, con quello di Grecia e Slovenia, nostri vicini una volta poveri. Fra cinque anni avranno a  disposizione un reddito pro capite superiore al nostro di circa il 10%.

Se preferite avere la stessa notizia, ma da un quotidiano autorevole e dalla fonte di prima mano, leggete quest’articolo del Corriere con una breve sintesi sulle nostre prospettive secondo il vice direttore del Dipartimento europeo del Fondo Monetario Internazionale, Ajai Chopra, in occasione della presentazione del Rapporto regionale sull’Europa per il 2009.

Le ragioni del nostro declino: la cultura

5 Settembre 2009 Lascia un commento

David Landes è uno studioso di cui ho letto qualche cosa (uno e due),  trovandolo sempre molto acuto e convincente.

Ed ho trovato ricco di spunti di riflessione anche per il nostro futuro il breve articolo apparso sul Corriere della sera del 3 settembre us “La cultura fa la differenza nel successo delle nazioni” una sintesi di una conversazione fra lui e Francis Fukuyama in via di pubblicazione sulla rivista della Cattolica “Vita e Pensiero”.

Difficile non ricordare che agli albori dell’era moderna l’Italia era all’avanguardia fra le nazioni, come sviluppo economico, tenore di vita e cultura. Un primato progressivamente perduto, certo per ragioni geografiche e di ricchezza di risorse. Ma quanto ha pesato la cappa culturale della Controriforma e la mancata rivoluzione liberale di cui parlava Gramsci?

E soprattutto quanto pesa oggi sulle nostre prospettive e sul nostro futuro l’incapacità ampiamente diffusa  di assumere su di noi la responsabilità di quello che ci succede e di partire da questa assunzione di responsabilità individuale per modificare il nostro comportamento, individuale e collettivo?

Berlusconi e la Corte dei Conti – Il lodo Bernardo

30 Luglio 2009 Lascia un commento

Un posto rimasto a lungo in gestazione e pubblicato sotto la spinta dell’ennesima forzatura istituzionale del governo Berlusconi, anche questo stoppata da Napolitano. Ho imparato che va sotto il nome di lodo Bernardo, un bel nome per un ennesimo bel pasticcio.

Vediamo se riesco a riepilogare in maniera comprensibile.

Che Berlusconi non conosca Montesqieu e la sua teoria della divisione dei poteri forse non è vero, ma di certo non ne condivide la sostanza. Anzi l’impressione che si ha è che sia la sua bestia nera. E al suo tentativo di ridurre gli organi costituzionali di controllo e bilanciamento dei poteri, essenza della democraqzia, sotto il proprio controllo, non poteva sfuggire la magistratura contabile.

Già a gennaio erano uscite le notizie sul tentativo del governo Berlusconi di ridurre l’autonomia della magistratura contabile e di portarla sotto uno stretto controllo dell’esecutivo, giocando sulla contrapposizione fra il Presidente della Corte, di nomina governativa, ed il Procuratore Generale, espressione invece della magistratura contabile.

La Corte dei Conti è un tipo di magistratura che vive nell’ombra, senza troppi clamori e senza attirare troppo l’attenzione della pubblica opinione. Ma ha un difetto: fa le pulci al modo in cui il ceto politico gestice i soldi pubblici ad esso affidati dal mandato popolare. E questo da molto fastidio ad una classe dirigente che ha fatto della appropriazione personale del denaro pubblico (Craxi docet) il proprio obiettivo primario. Da qui i reiterati attacchi alla sua indipendenza.

Come andrà a finire con il lodo Bernardo non è ancora chiaro nel momento in cui scrivo: Napolitano preme per il ritiro, ma le resistenze paiono essere ancora forti.

Due piccole note finali:

  1. ma c’è proprio bisogno della Corte dei Conti? Leggete qui per saperne di più sulla corruzione in Italia e tenete sotto controllo il sito del SAET, il servizio Anticorruzione e Trasparenza, incardinato nel Dipartimento della Funzione Pubblica (Brunetta), organo istituzionalmente preposto, anche sulla base di precise intese internazionali, alla lotta alla corruzione nella pubblica amministrazione.
  2. è serio un governo che fra promulgare di tutta fretta, a suon di fiducia, un decreto legge motivato dall esigenze della crisi economica, in cui infila, di straforo, norme che possiamo definire bizzare e per le quali deve poi approvare in tutta fretta un’altro decreto per abrogarle?

La giustizia in Italia e l’art. 3 della Costituzione

17 Luglio 2009 Lascia un commento

 

Dalla cronaca giudiziaria di questi ultimi giorni, tre sentenze per omidicio

6 anni per omicidio colposo all’agente di polizia che ha sparato ad altezza dd’uomo da una parte all’altra della autostrada, uccidendo un tifoso

15 anni per omicidio volontario a due baristi che hanno ucciso a bastonate un ragazzo nero reo di aver rubato loro dei biscotti

18 anni per omicidio volontario ad un rom che, alla guida della sua auto, ha investito ed ucciso un  passante, trascinandolo per parecchi metri

L’art. 3 della nostra Costituzione recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”

A me sembra ppunto che reciti solamente

Categories: Attualità Tag:,

L’Italia vista da Vigevano

19 Giugno 2009 Lascia un commento

Piccola chicca dalla lettura quotidiana: a Vigevano, nero su bianco, il magisstrato di servizio non può essere distrubato da mezzanotte alle sette della mattina, e alle nove se il servizio è di domenica.

Bell’esempio di assunzione di responsabilità da parte di chi ha funzioni superiori.

Non è vero che chi più ha più deve dare, ma è vero che chi più a più deve avere.

Me lo immagino con quale spirito polizziotti e carabinieri di Vigevano continueranno la loro azione, ingrato e certamente meno pagata di quella del magistgrato di turno che dorme tranquillamente mentre loro lavorano e che non può essere distrubato.

E se continuasse a dormire anche il medico di turno nel momento in cui l’estensore della nota di vigevano avesse bisogno di lui?

Piccolo segnale di un paese che sprofonda

La crisi economica italiana viene da lontano

23 Maggio 2009 1 commento
 

 daveri.1242994973

La crisi economica in Italia è meno forte che all’estero e ne usciremo meglio, dice il governo, anche perché ci siamo noi che facciamo tutto il possibile ed anche di più.

No, non è vero, replica l’opposizione, è molto peggio e voi non fate niente per alleviarla.

E poi tutti concordi a dare la colpa allo Stato, al fisco rapace, quando le solite classifiche internazionali ci relegano agli ultimi posti per il livello dei nostri stipendi e salari. Come se lo Stato fosse altro da noi.

E poi guardi i dati e ti imbatti in grafici espliciti come quello sopra indicato (recuperato da Lavoce.info qui ) : dal 1995 ad oggi sono passati 14 anni, si sono succeduti, finalmente in alternanza direbbe qualcuno, governi di centro-destra e di centro-sinistra, è finita la prima repubblica, la seconda è cominciata o forse no, è sceso in campo il nostro salvatore SB.

Sembra che tutto sia cambiato, ed invece non è cambiato niente: la richezza da noi prodotta anno per anno è stata sistematicamente inferiore a quella dei paesi europei a noi paragonabili per storia, tradizione, cultura, capacità industriale ed intellettuale.

Da noiseFromAmerica altri dati sconsolanti, in parte sulla occupazione e rivolti al futuro, ed in parte sulla crescita del PIL. Il grafico qui sotto ben si accoppia a quello sopra.

Questo il grafico:

 Trend del PIL reale pro-capite, scala logaritmica

Trend del PIL reale pro-capite, scala logaritmica

Non sono economista e non so cosa sia una scala logaritmica. Ma comunque riesco a vedere che la nostra linea, quella viola, si sta lentamente adagiando sullo zero: zero sviluppo, zero crescita. Ma tanti pettegolezzi

Siamo un paese che declina ed invecchia lentamente: se mi permettete balliamo tranquilli, e spesso litighiamo, su un Titanic che sta affondando, molto lentamente ma mi sembra inesorabilmente.

Tutti parlano di riformare questo e quello, ma sono solo parole: vivere facendo debiti è più bello e più facile che vivere lavorando.

Credo che questo da Voeu.org  ”Italy, before and after Lehman Brothers” sia, di fatto la traduzione in inglese dello stesso articolo da cui ho tratto il grafico all’inizio. Riporta lo stesso grafico, con qualche altro dato sul tema. parla di necessità di riforme, ma quali?

Meditazioni nere sul nostro futuro

30 Aprile 2009 Lascia un commento

Sarà per la telefonataa di ieri sera (detesto le telefonate di lavoro a casa) ma oggi il futuro non mi pare particolarmente luminoso.

Quattro rinvii, per non perdere sfilacciati segnali di come vive questo paese.

Cominciamo da due articoli letti ieri sera, sul solito nFA.

Il più raggelante è questo, fin dal titolo in tedesco. Ma se avete pazienza di leggerlo con attenzione, è abbastanza lungo, capirete la ragione dell’aggettivo. Sono sempre stato convinto che la nostra classe dirigente, e quella di destra forse più di quella di sinistra, sia molto brava a parlare ma molto meno a fare. Se, con pazienza, arrivate in fondo all’articolo, avrete un quadro preciso di come la politica del parlare e del non fare porta allo sfascio un settore cruciale per un paese civile quale è quello della giustiza: parole al vento, norme incomprensibili e, soprrattutto, incapacità di fare, stanno lasciando procure cruciali del nostro paese senza pubblici ministeri e quindi, come giustamente nota nFA, il paese senza giustizia ed i delinquenti padroni del campo.

Seguono le condivisibili considerazioni che Michele Boldrin sviluppa a partire dalla sua mancata partecipazione a Ballarò. Forse perchè mi identifico in quel 10/15% di italiani che lui dice essere ineressati a produrre di più per meglio distribuire, m sento molto in sintonia con la sua analisi.

Ma anche se la percentuale fosse doppia, rimarrebbe sconsolatamente una minoranza in un paese che non riesce a ribellarsi allo spettacolo inverecondo offerto dal suo Presidente del Consiglio ed alla sua gestione mediatica del poter. Oggii sul Corriere ci sono due pagine inere sui suoi problemi familari. Uno schifo. E Severgnini ha fatto male a non rimanere in America: il suo pezzo poteva mandarlo via mail e risparmarsi il disgusto di ritornare, lui che se lo può permettere, in un paese nel cui DNA, come nota giustamente, “è iscritta la Signoria” e cioè il servaggio al potente di turno che, in cambio del potere e della impunità, elargisce favori e divertimento e gustosi pettegolezzi.

“Panem et circenses”, come ben sapevano i romani, e, sopratutto, non distrurbare il manovratore

E i risltati pratici di un paese che vota ed osanna un personaggio così sono ben riassunti nello splendido fondo di Isabella Bossi Fedrigotti che  lucidamente e spietatamente ci mette di fronte alle nostre responsabilità per il vuoto di ideali e di futuro in cui abbiamo educato i nostri figli.