La sosta a Luino era sostanzialmente una visita di cortesia cui Cristina teneva per salutare i nuotatori reduci dalla prima circumnavigazione (si dice così anche se si tratta di un lago?) a nuoto completata in non so quante tappe ed anni dai simpatici amici di Longalago (il sito non è molto aggiornato, ma una occhiata dà più che una idea di cosa si divertono a fare).
Esaurite le chiacchiere, da cui come sempre mi sono estraniato seduto su di una panchina fronte lago a leggere Andreatta, ci siamo diretti a Nord, con l’obiettivo di arrampicarci sui monti della val Veddasca. Ma ci siamo arenati a Maccagno, complici un facile parcheggio, l’ora del pranzo e il mio solito abbiocco domenicale. Ed abbiamo scoperto che Maccagno si gira bene, con una lunga passeggiata a lago, tante ville, alcune belle, due campeggi pieni di tedeschi e, sorpresa finale, una frequentatissima palestra di roccia, che non mi è parsa particolarmente difficile, ma che con tutti i ragazzi che si divertivano, super attrezzati per salire 20 metri, mi ha fatto ricordare i miei sedici anni, la nostra corda, i due cordini ed i quattro moschettoni con cui con Erminio salivamo sulle Torri del Sella.
E’ passato tanto tempo ed i tempi sono tanto cambiati.
Poi, giro in avanscoperta di future gite, in macchina ci siamo arrampicati sulla strada che porta a lago Delio e al passo Forcora: il panorama sul lago è splendido, e non ne avevo dubbi.