E’ possibile passare sessant’anni a Milano e non mettere mai il naso dentro questa chiesa. Ed è un vero peccato.
In piazza Sant’Alessandro sarò passato decine di volte, in macchina e a piedi, e sempre di fretta. Ma il tempo, o l’occasione, per dare uno occhiata meno che distratta alla chiesa che vi si affaccia, non lo avevo mai trovato.
Ci voleva la solita domenica piovosa di dicembre per offrrimi l’occasione, la solita musica da organo che allieta le mie domeniche decembrine, per entrare in Sant’Alessandro in Zebedia. E ne vale proprio la pena. In perfetto stile barocco, imponente ma contenuta, decorata ovunque, e scopri che vi ha lavorato Procaccini, e così colleghi una via, brutta ma a me molto vicina, ad una persona.
Chissà, forse se andrò in pensione, potrò girarle tutte con calma, le chiese di Milano. E poi dicono che Milano non ha attrazioni turistiche. Basta saperle cercare