Roccaforte ligure

Come ai bei tempi. Troppo bella la giornata per stare a Milano. E siccome adesso la macchina abita ad Assago, la scelta dell’Appennino è obbligata.

Esco a Vignole Borbera, ma giro a sinistra, sotto l’autostrada, poi a destra per Arquata e poi ancora a destra alla freccia “Valle Spinti – Strada di Fauso e Serse Coppi“. Di nuovo sotto l’autostrada e poi su per la valle. In cima alla valle, con uno splendido panorama sulle Alpi dal Monviso al Rosa, lascio la macchina e proseguo a piedi.

Sotto un gruppo di case, che poi si rivela essere il comune di Roccaforte Ligure (ben 154 abitanti), e due mete precise sullo sfondo: da una parte una chiesetta su di un cocuzzolo, e dall’altra un castello diroccato. Prima meta raggiunta intorno a mezzogiorno, giusto in tempo per riposarsi. Peccato una leggera velatura che oscura lo splendido sole.

Il castello diroccato sono i ruderi del Castello Spinola, ricordi di un tempo andato, tenuti in piedi da una serie di tralicci in metallo finanziati dalla Comunità Europea (ma non hanno niente di meglio da fare?). Il sole è tornato a splendere, non sembra dicembre.

Al ritorno uno sguardo alla chiesa, meritevole, sopratutto per una lapide dedicata ai caduti del ’15-’18 che avrebbe meritato di essere trascritta qui, ma la mia memoria oramai mi tradisce.

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