Berlusconi e la Corte dei Conti – Il lodo Bernardo

Un post rimasto a lungo in gestazione e pubblicato sotto la spinta dell’ennesima forzatura istituzionale del governo Berlusconi, anche questo stoppata da Napolitano. Ho imparato che va sotto il nome di lodo Bernardo, un bel nome per un ennesimo bel pasticcio.

Vediamo se riesco a riepilogare in maniera comprensibile.

Che Berlusconi non conosca Montesqieu e la sua teoria della divisione dei poteri forse non è vero, ma di certo non ne condivide la sostanza. Anzi l’impressione che si ha è che sia la sua bestia nera. E al suo tentativo di ridurre gli organi costituzionali di controllo e bilanciamento dei poteri, essenza della democraqzia, sotto il proprio controllo, non poteva sfuggire la magistratura contabile.

Già a gennaio erano uscite le notizie sul tentativo del governo Berlusconi di ridurre l’autonomia della magistratura contabile e di portarla sotto uno stretto controllo dell’esecutivo, giocando sulla contrapposizione fra il Presidente della Corte, di nomina governativa, ed il Procuratore Generale, espressione invece della magistratura contabile.

La Corte dei Conti è un tipo di magistratura che vive nell’ombra, senza troppi clamori e senza attirare troppo l’attenzione della pubblica opinione. Ma ha un difetto: fa le pulci al modo in cui il ceto politico gestice i soldi pubblici ad esso affidati dal mandato popolare. E questo da molto fastidio ad una classe dirigente che ha fatto della appropriazione personale del denaro pubblico (Craxi docet) il proprio obiettivo primario. Da qui i reiterati attacchi alla sua indipendenza.

Come andrà a finire con il lodo Bernardo non è ancora chiaro nel momento in cui scrivo: Napolitano preme per il ritiro, ma le resistenze paiono essere ancora forti.

Due piccole note finali:

  1. ma c’è proprio bisogno della Corte dei Conti? Leggete qui per saperne di più sulla corruzione in Italia e tenete sotto controllo il sito del SAET, il servizio Anticorruzione e Trasparenza, incardinato nel Dipartimento della Funzione Pubblica (Brunetta), organo istituzionalmente preposto, anche sulla base di precise intese internazionali, alla lotta alla corruzione nella pubblica amministrazione.
  2. è serio un governo che fra promulgare di tutta fretta, a suon di fiducia, un decreto legge motivato dall esigenze della crisi economica, in cui infila, di straforo, norme che possiamo definire bizzare e per le quali deve poi approvare in tutta fretta un’altro decreto per abrogarle?

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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