Deve perire una nazione per salvare un uomo?

I ricordi dei tempi di scuola sono oramai labili. Ma ai miei tempi si additavano ad esempio da imitare persone che avevano sacrificato se stessi, o persone a loro care, o i loro beni, per il bene della collettività, del gruppo, della nazione, della patria.

Ai ricordi di tanti anni fa si è affiancata l’immagine di Silvio Berlusconi che fuori dalla grazie di Dio sbraitava in televisione “meno male che Silvio c’è”. E mi sono domandato: e se non ci fosse?

Tutta una nazione, oramai da anni, si sta dilaniando sugli interessi di un unico uomo.
I suoi interessi economici, i suoi interessi privati, i suoi interessi giudiziari.
Leggi fatta in pratica solo per lui; tempo, soldi, intelligenza, rabbia, da una parte e dall’altra, impiegati e sprecati solo per discutere dei suoi interessi.

Il lodo Alfano, le roventi polemiche suscitate, le conseguenze sconosciute ma minacciose della sua bocciatura da parte della Consulta non ne sono che l’ultimo e più eclatante esempio.
Quanti presidenti del Consiglio abbiamo avuto in più di sessant’anni di vita repubblicana? E come mai solo ora la classe politica ha sentito l’esigenza di una simile legge? E’ nell’interesse del paese una simile legge? Soprattutto sono nell’interesse del paese le roventi e dirompenti polemiche che lo hanno accompagnato

Certo, a sentire Berlusconi, se non ci fosse lui  la sinistra dilagherebbe.

Ma è così sicuro che la destra italiana non saprebbe ugualmente esprimere un leader in grado di ottenere il consenso della maggioranza degli italiani?
E poi, anche se così fosse, veramente i suoi elettori riescono a vedere dietro alla faccia da ragazzino di Franceschini o al sorriso pacioso di Bersani, i baffi di Stalin e le fosse di Katlin o le foibe slovene? Nei quindici anni dell’era Berlusconi abbiamo avuto, se non sbaglio, sette anni di governo del centro-sinistra e non mi sembra che la nostra libertà ne abbia risentito. Anzi, da quel che si legge, sembra Berlusconi, e sempre per i suoi interessi privati di non far pubblicare conversazioni a luci rosse sui suoi comportamenti privati, a voler porre limiti alla libertà di stampa e di cronaca.

Non voglio fare polemiche.
Voglio solo, pacatamente, chiedere a chi vota per Berlusconi: ma veramente i suoi risultati di governo sono tali da giustificare tutto questo? E’ veramente così bravo, ha veramente in mano le chiavi capaci di assicurare ai nostri figli un futuro migliore? E’ questa la ragione per cui si è candidato?

I dati, anche quei pochi che riesco a trovare, non sembrano accreditare Berlusconi di grosse qualità come capo del governo. Gli ultimi, li ho scoperti la settimana scorsa, ci dicono che i nostri figli hanno una alta probabilità di vivere meno ricchi di sloveni e greci.

E’ questo il luminoso futuro verso cui ci sta guidando Berlusconi? Ma a noi cosa interessa se lui ha o non ha problemi sessuali? A noi cosa interessa se ha o non ha  corrotto i giudici? A noi cosa interessa se ha o non ha violato leggi fiscali e tributarie? Sono problemi suoi, non nostri.

Noi abbiamo bisogno di un capo del governo capace di darci una visione del futuro, di indicarci una strada per uscire da anni di inerzia e lassismo.

Siamo noi che dobbiamo dire al capo del governo quali sono gli interessi che deve tutelare e coltivare, non rimanere succubi e proni ad accettare che siano gli interessi privati, neppure tanto limpidi, a dettare l’agendadi governo.

Certo, voi elettori di Berlusconi avete il diritto di chiedere che lui sia lasciato libero a governare, diritto che nessuno gli contesta, all’interno delle leggi che nel nostro paese regolano l’esercizio del potere (e fra queste regole vi è anche quella che la Corte Costituzionale ha il diritto/dovere di verificare la corrispondenza delle leggi alle regole prime e che le sue decisioni vanno rispettate).

Ma siete sicuri che lui governi nei vostri interessi? Cosa direte fra quindici o vent’anni ai vostri figli o nipoti che vi chiederanno: “come mai avete sostenuto un capo del governo che ci ha reso più poveri di greci e sloveni? Una volta l’Italia non era così in basso nelle classifiche mondiali!”
Pensate di potervela cavare rispondendo: “E sì, purtroppo è vero. Ma Berlusconi ci ha salvato da Stalin”

Per favore, dite a Berlusconi che vada a godersi i suoi soldi nelle sue ville ai Caraibi e ci lasci nelle mani di qualcuno meno preoccupato delle nostre libertà e di più del nostro futuro e di quello dei nostri figli.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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