Gli interessi degli italiani e quelli di Berlusconi

Il misterioso viaggio in Russia di Berlusconi, che i suoi si ostinano a definire strettamente privato come se una primo ministro non avesse comunque il preciso dovere di informare il suo paese, o almeno il suo governo, su atti che, volenti o nolenti hanno ripercussioni pubblici, a parte di confermare quanto ho già sottolineato (dimmi con chi vai e ti dirò chi sei) rafforza ulteriormente un’altra mia idea:

Berlusconi fa i suoi interessi, apertamente e pubblicamente.
E cerca di convincere l’opinione pubblica italiana che si tratti di interessi condivisi.

Ho molto apprezzato una battuta che ho letto in questi giorni, per Internet non ricordo dove e l’autore mi scuserà se non lo cito: il conflitto di interessi è un problema oramai superato per l’Italia. Esistono solo gli interessi di Berlusconi.

Soprattutto dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano è diventato evidente che la libertà che Berlusconi vuole tutelare, qed a cui ha intitolato il suo partito, sia la sua libertà, e non la nostra. Sfido, e mi ripeto,  chiunque a trovare un elettore italiano che sia convinto che una eventuale ascesa al governo della sinistra, metta a rischio la sua libertà, come se Baffone fosse ancora in agguato alle spalle di Trieste.

Ed invece il programma di azione che Berlusconi si prefigge è, adesso, quello di una riforma costituzionale che modifiche profondamente l’assetto del nostro siswtema giudiziario. Tradotto in soldoni vuole dire che per più di due anni, fra le due approvazioni delle due camere necessarie per l’approvazione di una loegge di riforma costituzionale, e forse più vista la quasi certezza di un successive referendum abrogativo che certamente qualcuno si preoccuperà di richiedere, il nostro sistema politico si avviterà su di una riforma la cui unica origine sono i guai giudiziari di una persona.

E i problemi degli altri? E soprattutto il futuro dei nostri figli su cui tranquilli tranquilli scarichiamo giorno dopo giorno montagne di debito pubblico? Ma forse a loro ci penserà Tremonti, visto che sarà certamente in grado di trovare il modo di assicurare loro quel posto fisso che è la migliore garanzia di una vita tranquilla e serena.

Beato chi crede ancora alle favole.

Ma questo paese non si sveglierà mai?

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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