Cina e Usa, produzione e consumo. Temi su cui riflettere

Trovo sempre stimolanti i commenti di Robert Reich sul suo blog.

Ma quello recuperato oggi, “Obama, China, and Wishful Thinking About American Jobs” merita una attenzione particolare, anche perchè si innesta in maniera perfetta su quello che è il tema predominante di questo blog e delle mie riflessioni, il rapporto fra produzione e consumo, e lo proietta sulle scenario geopolitico della globalizzazione e dei rapporti fra Usa e Cina

Reich nota come la Cina sia “una nazione orientata alla produzione” e come invece gli Stati Uniti abbiano “una economia orientata al consumo piuttosto che alla produzione“. I dati che riporta sulla propensione al risparmio e sulla spinta all’nvestimento dei cinesi, per quanto sintatici, sono impressionanti: nel 2008 il consumo personale ha rappresentato solo il 36% del PIL cinese, rispetto al 50% di dieci anni fa e, di contro, gli investimenti in conto capitale sono cresciuti, in dieci anni, dal 35% al 44%. E, soprattutto, è la logica produttivistica, mi si passi la brutta parola, che impressiona: le società cinesi investono i loro profitti crescenti in sempre maggior capacità produttiva il cui sbocco prioritario è l’esportazione.

E lo stesso pacchetto di stimolo dell’economia per 600 miliardi di dollari varato quest’anno è stato utilizzato più per aumentare la capacità produttiva della Cina, piuttosto che i suoi consumi. E, del resto, la crescita produttiva è una necessità inderogabile per la società cinese, se si vuole dare uno sbocco alle decine di milioni di poveri che si riversano nelle città cinesi dalle campagne in cerca di un lavoro meglio pagato. E per garantirsi i mercati di sbocco per questa crescente capacità produttiva, i cinesi hanno finanziato largamente il crescente debito americano.

Paradossalmente hanno prestato ai propri clienti i soldi con cui questi li hanno pagati.

Il vero problema, è che sia Stati Uniti e Cina possono produrre molto di più di ciò che i loro consumatori possono acquistare e questo disallineamento tra produzione e consumo rischia di produrre in Cina disordini sociali e negli Stati Uniti una prolungata recessione per quanto riguarda redditi e posti di lavoro, con pesanti ripercussioni politiche.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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