Debito e disoccupazione: i nostri veri problemi

Tutto per le chiacchiere di Fini. Sempre meglio che le discussioni sui filmini porno e le attività sessuali dei nostri politici, ma comunque la lettura mattutina del Corriere rimane deprimente

Eppure anche oggi le notizie vere non sarebbero mancate, e proprio il fatto che vengano relegate in secondo piano misura la profondità del baratro in cui stiamo precipitando.

L’Istat, nell‘indagine mensile sulle forze lavoro, ha comunicato che, per la prima volta dal 2004, il numero deidisoccupati è tornato sopra la quota dei due milioni. Il dato statistico tondo aiuta i titoli e la notizia riceve un certo rilievo. Sconcertante il commento del ministro del Welfare: “siamo comunque al disopra della media europea”. A parte che a fare media in Europa sono anche i disastrati paesi dell’Est, deve essere molto consolante per chi non ha più uno stipendio e non sa come fare a tirare avanti che c’è chi sta peggio di lui. Se poi fa anche i confronti con chi muore di fame, sarà proprio felice. E della proposta avanzata qualche mese fa da Pietro Ichino per una riforma complessiva del nostro mercato del lavoro e dei sistemi di sicurezza per chi perde il posto se ne è persa traccia: sicuramente si tratta di una discussione meno intrigante rispetto ai filmini della Mussolini. Comunque qualcuno continua a parlarne, e bene per fortuna. Ma mi sa che siamo in pochi.

Ancora più nascosta, forse perché ancora più preoccupante, la notizia sulla crescita del nostro debito pubblico: nei primi undici mesi dell’anno, il deficit dello Stato è passsato da 57.048 milioni di euro a 88.400. In percentuale, vuol dire che è aumentato di quasi il 55%. E ancor piùù preoccupante è il commento fra il consolatorio ed il giustificativo del Ministero dell’Economia: hanno pesato sul risultato mensile prelievi più alti del solito da parte delle Regioni. Hanno aiutato però i bassi tassi di interesse e l’incasso del fondo si solidarietà versato dalla CEE per il terremotoin Abruzzo. Belcommento: i prelievi delle Regioni ci saranno sempre, e probabilmente cresceranno, mentre i tassi di interesse torneranno a crescere e speriamo che non ci sia un altro terremoto che giustifichi un altro contributoeuropea. Ma allora il nostro debito pubblico? Continerà a crescere ed i nostri politici continueranno ad occuparsi di altro. Speriamo che, con tutto il sesso che fanno, almeno loro si divertano.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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