Ici, Irap, Irpef: ma Berlusconi sa quello che vuole?

Dopo poco più di due mesi dalla roboante dichiarazione di guerra all’Irap, il generale Berlusconi scatena le sue fedeli truppe su di un altro dei capisladi nemici: l’Irpef. E la fa rispolverando addirittura i  progetti suoi e del fidato ministro Tremonti vecchi dai 15 anni: spostamento della tassazione dai redditi ai consumi e riduzione delle aliquote Irpef.

Uno, come paggio Fernando, “guarda e non favella“.

Non ho letto il libro bianco, e credo non lo leggerò. Da quel che riferiscono i giornali l’impostazione teorica mi trova perfettamente d’accordo: lo spostamento della tassazione dal reddito al consumo è uno dei punti qualificanti della mia analisi sull’evoluzione della società moderna.

Quel che mi lascia senza parole, come paggio Fernando, non sono certo gli occhi di Tremonti o, peggio, quelli di Berlusconi, ma lo spettacolo di un governo che ogni tot mesi sterza bruscamente la barra e mostra al apese sempre nuovi miraggi da raggiungere, senza mai approdare a niente. E l’idea di riproporre un documento vecchio di quindici anni è, da questo punto di vista, agghiacciante: se era così valido perché Berlusconi e Tremonti, che pure tanta parte hanno avuto nel nostro governo in questo periodo non lo hanno realizzato? E se non sono riusciti a realizzarlo in quindici anni, che cosa dovrebbe farmi pensare che ci riescano adesso?

In realtà gli obiettivi di Berlusconi sono altri:  salvarsi dai processi.

Pure quelli di Tremonti sono altri: cercare di trovare  qualche nuovo conisglio per turare le falle del bilancio pubblico del 2010, visto che la spesa pubblica non riesce a bloccarla e le tasse non riesce a farle pagare.

Ma ci sono le elezioni regionali e qualche buona trovata pubblicitaria non guasta.

Ed intanto i veri problemi del paese crescono e si incrancreniscono  la coesione sociale è a rischio, come dimostrano i tragici fatti di Rosarno, la disoccupazione cresce ed il debito pubblico pure.

Ma queste banalità ai nostri non interessano. E poi ai debiti ci penseranno i nostri figli e nipoti. Noi riposeremo in pace e quindi perché sbattersi?

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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