Bella sequenza. Ovvero il cacio sui maccheroni

Stamattina ho archiviato da qualche parte, sempre con la speranza di non perderlo e di avere il tempo di approfondire, questo articolo apparso sul Sole24Ore di ieri “Dal Senato nuovi paletti alla Bertolaso spa” su di un tema che mi era sfuggito. Mi interessava non tanto per l’accenno alla figura dell’osannato responsabile della nostra protezione civile, ma perchè mi è sembrato sintomatico di un modo di procedere per emergenze che sta sempre più prendendo piede ed i cui rischi a me paiono evidenti. Sul tema rapida intervista sul La Stampa del 12/02/2010 a Mario Baldassari, presidente della commissione finanze del Senato, “L’efficienza non sia pretesto per sottrarsi alle regole”: qualcuno che ragione c’è, ma quanto pesa?

A fronte di una pubblica amministrazione che viene giudicata, contemporaneamente, inefficiente e non riformabile, la classe politica moltiplica gli strumenti di intervento in deroga: con la giustificazione, a volte reale ed a volte inventata, della necessità di un intervento urgente, immediato, efficiente, si procede in deroga alle normali procedure tipiche dell’azione amministrativa, a volte ricorrendo addirittura alla imposizione del segreto di stato sui contratti (come nel caso dell’acquisto del vaccino per l’influenza H1N1).

I rischi per i nostri soldi pubblici sono facilmente immaginabili, e per averne una riprova basta abbonarsi alla newsletter della Corte dei Conti.

Oggi, appunto in bella sequenza o, come si dice come il cacio sui maccheroni, oggi appare la notizia che la magistratura ha arrestato Angelo Balducci, questo il suo curriculum, per lavori collegati al previsto G8 in Sardegna, poi spostato all’Aquila.

La cosa che lascia allibiti è che Balducci fosse, non tanto e non solo, uno dei collaboratori di Bertolaso, ma che ricopra attualmente la carica di presidente del consiglio superiore Lavori Pubblici, presso il Ministero delle Infrastrutture.

Scontato il copione: Bertolaso si dimette, Berlusconi conferma la sua fiducia (sperando non condendo la dichiarazione con ulteriori frecciata contro i magistrati), lui le ritira, l’inchiesta giudiziaria si incaglia o scagiona.

E intanto, sotto la geniale regia di Tremonti, la nostra spesa pubblica continua a crescere, il debito pubblico pure, qualcuno si arricchisce, i nostri figli si impoveriscono, ma non se ne accorgono.

E tutto continua come sempre.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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