Signor Presidente, mi sembra di capire che Lei non avrebbe bevuto la cicuta

Non vorrei parere irriverente e, soprattutto, vorrei assicurarLe che ho il massimo rispetto, e la massima riconoscenza, per come sta assolvendo ai doveri cui è stato chiamato in un frangente politico, e mi permetta, storico, che definire difficile mi sembra un eufemismo.

Più che la sua decisione di firmare il decreto legge di interpretazione autentica degli arti. 9 e 10 della legge elttorale regionale, sicuramente dovuta nel momento in cui si fosse trovato difronte ad una iniziative del governo in cui non ravvisasse evidenti limiti di evidente incostituzionalità, mi hanno lasciato molto perplesso le motivazioni con cui Lei la ha giustificata.

A mio, modestissimo, parere, Lei non doveva giustificare niente: se non capisco male, Lei è politicamente irresponsabile e la firma un atto dovuto. Giustificandola se ne assume una responsabilità che non Le spetta.

Ma ancor più gravi sono le motivazioni da Lei addotte

Le due lettere che Le sono servite come pretesto per la giustificazione pubblicata sul sito del Quirinale,  riassumono molto bene, nella loro sinteticità e brevità, la scelta davanti alla quale ci siamo trovati tutti: Magni rivendica il diritto di tutti al rispetto della legge, Varenna il diritto, proprio e diquelli che la pensano come Lei, non di poter esercitare il proprio diritto di voto ma di poter votare una certa lista. La sua giustificazione propende, esplicitamente e pesantemente, per il secondo diritto.

τί τηνικάδε ἀφῖξαι, ὦ Κρίτων; ἢ οὐ πρῲ ἔτι ἐστίν;γ –

E il mio pensiero è corso all’unica frase di greco che ancora, a più di quarant’anni, ricordo. E’ l’esordio del Critone di Platone dove lo stesso conflitto, eterno e lacerante,  fra il rispetto della legge e la rivendicazione di un diritto, nel caso di Socrate di un diritto sicuramente ben più pregnante di quello di voto per la propria lista, fu risolto in maniera difforme da quanto da Lei deciso.

Avrei preferito il suo silenzio, di fronte ad una decisione difficile, sofferta, che tutti rispettiamo, di cui immaginiamo i difficilissimi risvolti umani e politici nei rapporti con un interlocutore che di leggi e stato di diritto poco si cura.

Invece spiace e ferisce, profondamente, una giustificazione che fa pensare che Lei, al posto di Socrate, avrebbe accettato i consigli el buon Critone e avrebbe evitato di bere la cicuta.

Grazie comunque

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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