La pressione fiscale sale, ma scende

Mi sono messo di buzzo buono a leggere la Relazione Unificata sull’ Economia e la Finanza Pubblica per il 2010 appena presentata dal buon Tremonti e mi sono subito arenato alla seconda pagina.

Un pò perché sono stanco e un pò perché cominciano subito i giochi di prestigio. Credo che commentarli tutti sarà impresa improba, ma quello sulla pressione fiscale mi è piaciuto. I numeri dicono che è salita al 43,2% del PIL, ma, come correttamente ci avverte Tremonti, si tratta di un rapporto e quindi su di esso pesa molto di più il calo del PIL, rispetto a cui le entrate fiscali sono scese di meno, facendo salire il rapporto.

Ma il bello è l’affermazione che le entrate fiscali “tra l’altro, sono state arricchite dalla dinamica positiva di due voci di entrate volontarie: le entrate da voluntary disclosure sui capitali rimpatriati e quelle da giochi“. Mi piace la definizione di entrate volontarie ma soprattutto la conclusione che ne trae Tremonti_ la pressione fiscale nel 2009 è scesa dal 42,8(% del 2008 al 42,4%.

Ti fermi a scrivere queste note e poi, invece di andare a dormire, riprendi a leggere e non capisci più niente o meglio capisci che qualcuno scrive solo perchè ha la penna in mano: Tremonti continua affermando che la pressione fiscale per il 2010 è prevista diminuire al 42,8%, riportandosi ad un livello inferiore a quello del 2008. Ma se diceva che nel 2009 siamo al 42,4%, come facciamo a scendere al 42,8% nel 2010?. E poi a me sembra che il 42,8% del 2008 sia uguale al 42,8% del 2010, o forse ci sono altri decimali che a me sfuggono e che sostengono l’affermazione della presunta discesa della pressione fiscale?
Forse non ci capisco niente perché sono stanco. E speriamo che sia per questo.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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