Ma Tremonti dorme la notte?

Semplice domanda che mi è stata posta oggi. Scontata la risposta: se non dorme non è certo perché è preoccupato per noi, non ha l’aria di chi si prende molto a cuore gli altri.

Eppure avrebbe qualche ragione per non dormire, e noi con lui.

Questa tabellina mi è arrivata oggi. Sono i titoli del nostro debito pubblico in scadenza nei prossimi 12 mesi

Il prossimo anno deve trovare chi sia disposto a rinnovargli 330 miliardi di euro di titoli di stato (pari a circa un quinto di tutto il nostro debito pubblico), senza considerare quelli che dovrà collocare per coprire il deficit in formazione ogni giorno, malcontati credo che non facciano fatica ad arrivare a 60/70 su base annua. In totale, da oggi al prossimo 31 maggio, siamo intorno ai 400.
E non riesce a convincere i suoi colleghi, ed il paese, a ridurre la spesa di 25!
E i magistrati parlano di attacco alla democrazia perchè vogliono ridurre, se non ho capito male, il loro stipendi di 500 euro se ne guadagno 100mila all’anno.

Ridere o piangere? Credo che se qualche italiano non dormirà stanotte non sarà per questa tabella.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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Una risposta a Ma Tremonti dorme la notte?

  1. giacomo ha detto:

    I magistrati intendono contribuire al pari di tutti i pubblici dipendenti – i soli ai quali è richiesto il sacrificio – con le stesse misure previste per la generalità. Quindi nessun adeguamento al costo della vita per i prossimi tre anni e prelievo supplementare dai redditi più alti (ma come si fa a non chiamarle tasse?).
    Tuttavia, nei loro confronti, il Governo ha colto l’occasione per esercitare la sua “vendetta”, avendo previsto ben più di questo. E cioè il blocco della progressione economica collegata all’avanzamento della qualifica (rispettivamente dopo 4, 13, 20 e 28 anni di servizio). E’ come se al maggiore si desse solo il grado, lasciandolo con lo stipendio da capitano.
    Sfido a trovare qualsiasi categoria di lavoratori con un minimo di dignità disposta a tollerare una simile angheria. Lascio ai lettori di valutare la correttezza di un sistema che consente al Governo di intervenire unilateralmente sul trattamento economico di un ordine che la Costituzione vuole “indipendente” da ogni altro potere.
    Se ne discute anche qui:
    http://toghe.blogspot.com/2010/06/come-ti-ammaestro-larbitro-il-perche-di.html
    Nicola Saracino
    l’ho copiato da Chicago.blog/Giannino O.

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