Lezioni dalla Cina

Come è cambiato e come sta campiando il mondo da quando ero giovane io.

Ci pensavo stamattina , leggendo della missione commerciale in Cina del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e della progressiva trasformazione della Cina da officina del mondo a supermercato del mondo. I lavoratori cinesi cominciano a rivendicare una parte della ricchezza che il lavoro ha prodotto per il paese, scioperano per aumenti di salari e utilizzeranno i nuovi redditi per aumentare il tenore di vita. Per tenere sotto controllo l’inflazione il governo cinese sarà costretto ad una progressiva rivalutazione della valuta, che ha l’effetto benefico per il mercato interno di ridurre i costi delle importazioni, e quindi di ampliare ulterioremente la potenziale domanda interna.

I cinesi sono tanti e le ripercussioni del loro  aumento di consumi sono epocali. Un piccolo e banale esempio i problemi che ho attualmente a reperire materia prima, carta e polipropilene, pur in presenza di una domanda interna che, dal mio piccolo punto di vista, rimane molto debole.

E poi ci sono le ricadute a livello ideologico. Debbo il rinvio a questo editoriale della agenzia cinese China Daily a 2+2 (“Leggendo Mises a Pechino“). Ben al di là della originalità di vedere citato in termini elogiativi un super liberista dai comunisti cinesi, nell’articolo colpisce la lucidità con cui a Pechino si analizza, nelle inevitabili semplificazioni di due paginette di un editoriale, il vero tema dello sviluppo oggi: riuscire a coniugare sviluppo economico con equità sociale, un tema che in Europa è del tutto sparito dal dibattito politico.

Ed invece una forte iniezione di quita sociale, in particolare di equità intergenerazionale, è indispensabile in una crisi profonda come quella attuale. E il non parlarne neppure porta ad una progressiva disgregazione sociale, di cui le reazioni alle banali misure di Treomonti sono un perfetto esempio.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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