Il debito dell’Italia ed i soldi degli italiani

Debbo dire che arrivare a casa la sera e ascoltare distrattamente il TG2 dovrebbe deprimere, ma a pensarci bene mette allegria.

Ieri sera era tutto un inno alla grande saggezza di Berlusconi e di Tremonti e alla loro memorabile vittoria: hanno convinto l’Europa a tenere conto del fatto che le famiglie italiane sono fra le meno indebitate d’Europa e che quindi il nostro debito pubblico fa meno paura.

Il ragionamento potrebbe non fare una grinza, ma non riesco a capirlo bene: gli investitori dovrebbero essere meglio disposti verso i nostri titoli del debito pubblico perché sanno che gli italiani come singoli hanno parecchi soldi da parte? Cioè dovrebbero essere rassicurati perché, nella deprecabile ipotesi di una difficoltà del Tesoro a restituire il debito potrebbero fare conto sui risparmi delle famiglie?

Ma se debbo trasferire soldi dalle tasche degli italiani, che ne hanno, a quelle dello Stato italiano, che non ne ha, quali strumenti posso utilizzare?
Io riesco ad ipotizzare solo manovre fiscali come quella attualmente in discussione, il cui esito non mi sembra molto sicuro nè nell’ammontare nè nei tempi. O il buon Tremonti pensa a donazioni volontarie?

Ed allora perché gli investitori dovrebbero essere più tranquilli a comperare il nostro debito pubblico, se lo Stato italiano continua a dimostrare di non avere il controllo dei propri conti? Cosa c’entra il fatto che le famiglie italiane invece li gestiscano bene?
Io non riesco a capirlo, e di conseguenza non riesco a capire in che cosa consista il successo dei ns. rappresentanti in Europa.
A me sembrano solo e soltanto le solite chiacchiere.
Non passi avanti verso la risoluzione di problemi

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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