Trent’anni di debito pubblico: una generazione di ladri di futuro

Questa tabella è una mia elaborazione sui dati ISTAT “Conti ed aggregati economici delle amministrazioni pubbliche – SEC95 – Anni 1980-2009) e precisamente una unificazione di due prospetti, il n. 2 a pag. 6 e il n. 7 a pag. 12. I dati sono in valori correnti ed in milioni di euro

Anno Deficit annuo PIL Deficit su PIL Debito pubblico Debito su PIL
1980 -14.168 203.383 -7,0%
1981 -26.488 243.632 -10,9%
1982 -28.784 287.552 -10,0%
1983 -33.855 334.833 -10,1%
1984 -43.957 382.831 -11,5% 284.825 74,40%
1985 -53.210 429.649 -12,4% 346.005 80,53%
1986 -56.801 475.031 -12,0% 401.499 84,52%
1987 -59.833 519.651 -11,5% 460.418 88,60%
1988 -63.785 577.455 -11,0% 522.732 90,52%
1989 -72.462 634.021 -11,4% 589.995 93,06%
1990 -80.248 701.352 -11,4% 663.831 94,65%
1991 -87.168 765.806 -11,4% 750.798 98,04%
1992 -83.631 805.682 -10,4% 847.596 105,20%
1993 -83.330 829.758 -10,0% 959.111 115,59%
1994 -79.793 877.708 -9,1% 1.069.415 121,84%
1995 -70.234 947.339 -7,4% 1.151.489 121,55%
1996 -69.830 1.003.778 -7,0% 1.213.170 120,86%
1997 -28.050 1.048.766 -2,7% 1.238.170 118,06%
1998 -30.481 1.091.361 -2,8% 1.254.386 114,94%
1999 -19.550 1.127.091 -1,7% 1.282.062 113,75%
2000 -9.962 1.191.057 -0,8% 1.300.341 109,18%
2001 -38.501 1.248.648 -3,1% 1.358.333 108,78%
2002 -37.085 1.295.226 -2,9% 1.368.495 105,66%
2003 -46.614 1.335.354 -3,5% 1.393.495 104,35%
2004 -48.572 1.391.530 -3,5% 1.444.583 103,81%
2005 -61.432 1.429.479 -4,3% 1.512.753 105,83%
2006 -49.403 1.485.377 -3,3% 1.582.067 106,51%
2007 -23.191 1.546.177 -1,5% 1.599.790 103,47%
2008 -42.575 1.567.851 -2,7% 1.664.204 106,15%
2009 -80.800 1.520.870 -5,3% 1.761.229 115,80%

Sintetizza bene il bilancio della mia generazione alla soglia della pensione. In trent’anni di lavoro e di gestione del potere, politico ed economico, abbiamo aumentato il debito pubblico di quasi cinque volte. Paradosso dei numeri, la differenza fra il debito pubblico alla fine del 2009 e quello alla fine del 1984 e sostanzialemnte pari a tutto il reddito prodotto nel 2009. Abbiamo consumato noi il prodotto di un anno intero di lavoro dei nostri figli.

E loro dovranno lavorare per un anno a gratis per pagarlo. Per la prima volta nella storia è certo che la generazione dei figli avrà la prospettiva di un tenore di vita più basso di quello dei padri non per cause belliche, ma semplicemente perchè noi ci siamo goduti il frutto del loro lavoro.

Possibile che in questo paese nessuno sappia spiegare con calma e serenità questi numeri banali, questi concetti semplici? Io sono convinto che il paese capirebbe e accetterebbe i sacrifici, per altro relativi, che la realtà dei numeri impone.

Eppure non avviene. Tremonti impone con sicumera una manovra che si rivelerà insufficiente, Berlusconi si nasconde (secondo me non capisce affatto il problema o, comunque, non gli interessa), i governatori delle regioni guardano al loro orticello, e nessuno parla con sincerità ad un paese, che per la verità non vuole essere distrubato. Trent’anni di debiti, che vogliono dire trent’anni di rinvii dei problemi, sono terrificantemente diseducativi.

E la responsabilità è della mia generazione. Per quanto figli del ’68 ci siamo dimenticati che l’equità nella distribuzione del reddito fra le generazioni è altrettanto, se non più importante che quella all’interno di una singola generazione.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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2 risposte a Trent’anni di debito pubblico: una generazione di ladri di futuro

  1. Carletto ha detto:

    Sig. Ferrari, Le conviene correggere il suo profilo “spostato con due figlie” prima che intervenga la camicia di forza… ;-)

  2. Pingback: Analisi del voto delle elezioni politiche del 2013 | Fermiamolo

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