Carta regionale dei servizi in Lombardia: parole e fatti

Piccola esperienza personale, che smentisce in dieci minuti valanghe di parole sulla efficienza della sanità lombarda, fiore all’occhiello del super governatore Formigoni.

Avevo capito che la preziosissima Carta regionale dei servizi, arrivata anni fa in pompa magna e decantata come il toccasana d tanti problemi, aiutasse a meglio gestire la propria storia sanitaria. Per niente vero: probabilmente è solo un pezzo di plastica inutile in più nelle nostre tasche.

Mi sono presentato stamattina in ospedale per rifare un esame periodico già fatto, nello stesso ospedale, nel dicembre del 2005. Per fortuna non sono molto pratico: avevo l’impegnativa del medico, l’appuntamento preso mesi prima e immaginavo di essere a posto. Mi viene sottoposta da compilare e firmare una dichiarzione sostitutiva. Primo attimo di smarrimento: ma se hanno i miei dati non potevano stamparla loro e limitarmi io a firmare?. Forse è troppo facile, non amo le polemiche e tranquillo inizio a compilare. Scopro che debbo dichiarare che sono passati più di cinque anni da quando ho fatto lo stesso esame. Purtroppo per me non è vero: mancano tre mesi alla scadenza dei cinque anni.Forse sono fesso, ma mi sono fermato e ho fatto notare il problema all’impiegata che, tranquilla, mi ha datto che potevo fare l’esame lo stesso, ma a pagamento. Mi sono un poco inalberato: potevate firmelo quando ho preso l’appuntamento. Risposta: lo doveva sapere lei o il suo medico. Capisco che non serve arrabbiarsi e vado a fare il mio esame.

Porto alla dottoressa i risultati dell’esame precedente e mentre lei  li esamina osservo che, a giudicare da quel che si legge sui, i miei esami avrebbero dovuto essere in linea su qualche elaboratore, o memorizzati sulla mia CRS. Sorride e mi dice di non credere a quel che si legge. L’esame si conclude tranquillamente.

Io sono un piccolo imprenditore, ma se da me viene un cliente che non vedo da cinque anni e mi chiede di sapere cosa gli avevo fornito la volta precedente, riesco, fra il PC aziendale e gli archivi cartacei, a ritrovare rapidamente la sua storia.

La tanto decantata sanità lombarda, no. Il mio ospedale non ha traccia di quello che io ho fatto da loro cinque anni fa. Si basano tutti e due sui miei archivi e sulla mia memoria.

Avrei dovuto firmare il falso: nessuno se ne sarebbe accorto.

Mi consolo dicendo che i miei 36 euro serviranno a Formigoni per sostituire quelli che Tremonti non gli vuole più dare e lo aiuteranno a pagare una parte degli interessi passivi che ha scaricato sulle generazioni future per poter guardare tutta l’Italia dall’alto in basso.

Comunque ho fatto un’opera buona. Anche se non è con le balle che si governa il paese.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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