Ma allora c’è speranza

Gian Antonio Stella riprende sul Corriere di oggi quanto scriveva Pirandello a proposito dello scandalo della Banca Romana, già da lui pubblicato a gennaio (anche ai migliori capita di ripetersi).

«Dai cieli d’Italia in quei giorni, pioveva fango, ecco, e a palle di fango si giocava; e il fango s’appiastrava da per tutto, su le facce pallide e violente degli assaliti e degli assalitori, su le medaglie già guadagnate su i campi di battaglia (che avrebbero dovuto, almeno queste, perdio! esser sacre) e su le croci e le commende e su le marsine gallonate e su le insegne dei pubblici uffici e delle redazioni dei giornali. Diluviava il fango; e pareva che tutte le cloache della Città si fossero scaricate e che la nuova vita nazionale della terza Roma dovesse affogare in quella torbida fetida alluvione di melma, su cui svolazzavano stridendo, neri uccellacci, il sospetto e la calunnia».

A quella pioggia di fango (Pirandello era un signore) l’Italia è sopravvissuta. Il che lascia sperare che sopravviva anche alla pioggia di merda di oggi. Sperare non costa nulla, ma il prezzo della sopravvivenza sarà salatissimo.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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