Tasse, classe media, crescita economica

Non riesco a capire bene Robert Reich quando parla, ma lo seguo senza problemi quando scriveReynolds entirely ignores my central argument, which is that rather than depress economic growth, higher taxes on the rich correlate with higher growth. During almost three decades spanning 1951 to 1980, when the top rate was between 70 percent and 91 percent, average annual growth in the American economy was 3.7 percent.
Between 1983 and the start of the Great Recession, when the top rate dropped to between 35 percent and 39 percent, average growth was 3 percent.”

E lo sintetizza bene Seminerio qui.

Per la verità a me non sembra che il dibattito sia aperto: è chiuso.

Solo una società egualitaria, con una prospera classe media, è garanzia di uno sviluppo costante ed equilibrato. E dovrebbe essere il mercato, libero e concorrenziale, a garantirlo.

Annunci

Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
Questa voce è stata pubblicata in Democrazia, Economia internazionale. Contrassegna il permalink.