Patrimoniale: via il dente, via il dolore

Ovverosia, visto che, come per tre anni ci ha raccontato Tremonti e come oramai sanno benissimo tutti, noi italiani siamo ricchi e che il bubbone del nostro debito pubblico sta scoppiando, è bene per tutti, paradossalmente anche di chi dovrà tirare fuori i soldi, che lo sforzo per ridurre il nostro debito pubblico sia fatto subito, e per importi sostanziali.

La crisi finanziaria sul nostro debito pubblico mi sembra abbia provocato grosse ondate. Il mio piccol termometro personale, le visite a questo blog, si sono impennate come non mai. E  tutti cercano la risposta ad una domanda che risposta non ha: come va la nostra situzione economica?

Certo, la patrimoniale pesa, ma pesa meno che lasciare le cose andare come vanno, con i tassi di interesse sui titoli pubblici a livelli stratosferici che si mangiano, ed annullano, i faticosi tagli di spesa contrattati con le parti sociali. Certo, per essere polticamente gestibile, la patrimoniale deve essere accompagnate da rigide misure di controllo della spesa, a cominciare dai costi della politica (l’abolizione delle province ome primo esempio).

E soprattutto deve essere gestita da personale politico credibile. Io sono convinto che se la chiedesse Napolitano, il paese non fiaterebbe. Lo seguirebbe come le ho seguito sui festeggiamenti per i nostri 150 anni, a cui non credeva nessuno e che, a distanza di tre mesi, vedono ancora le nostre strade imbandierate.

Purtroppo per noi questi sono solo sogni ad occhi aperti. Continueremo a sentire i telegiornali blaterali di speculatori e complotti, la nostra classe politica approverà a tambur battente una manovra che non serve a niente, perché rinvia ogni decisione, ed i mercati continueranno a scommettere al ribasso con i nostri titoli. Ed il conto che dovremo pagare aumenterà giorno dopo giorno.

Mai come in questi giorni, per doloroso che sia, sarebbe bene mettere mano ad una drastica tosatura dei nostri patrimoni: i soldi usati perpagare un debito sono sempre i soldi meglio spesi.

Coraggio. Vediamo se qualcuno lo capisce. SI potrebbe cominciare riettendo l’Ici sulla prima casa. Dopotutto nessuno di noi propietari di case è mai morto per quello. E poi avanti, i suggerim,enti, da Amato a Modiano nonsono certo mancati in questi mesi. Seguiamoli subito, tanto succcederà lo stesso.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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