Un gran bel pasticcio

Altra giornata nerissima

Il brutto è che non si capisce bene come se ne esce. E’ vero che ogni problema ha una soluzione, ma quella della nostra situazione politica è  proprio un bel problema.

Mi sembra evidente che tutti, dagli elettori italiani agli investitori internazionali, stiano votando contro Berlusconi. Ma a lui interessano solo i voti dei 316 parlamentari che, per ora, non gli mancano, anche se non capisco bene il perché.

Capisco che lo votino i Papa, i Milanese, i Romano, gli Scilipoti, i Bossi. Sono come lui, sanno che la caduta del governo sarebbe la fine dei loro privilegi e vi si abbarbicano. Ma tutti gli eletti del centro-destra sono come loro? Per ora sembrerebbe di sì e, del resto, il voto con cui hanno disciplinatamente riconosciuto che quella famosa notte Berlusconi telefonò in Questura a Milano perché convinto di avere a che fare con la nipote di Mubarak resterà negli annali a testimoniare la loro intelligenza e la loro dirittura morale.

E allora? Berlusconi non si dimette. Berlusconi non viene sfiduciato. L’Italia continua a non essere governata e gli speculatori, o forse semplicemente le persone di buon senso, continueranno a chiedere un prezzo maggiore per prestarci dei soldi. Del resto è possibile biasimare qualcuno che si mostra restio a prestare soldi a Silvio Berlusconi?

Io accetto scommesse che a settembre primo ministro sarà Mario Monti, ma faccio fatica a immaginare il percorso che ci porterà a questa meta.

Escludo un intervento di autorità di Napolitano, anche se la sua azione di queste ultime settimane molto sta innovando nella prassi della azione costituzionale della nostra Presidenza della Repubblica. Più probabile una mossa dirompente da due altri personaggi.
Da una parte Tremonti, che potrebbe dimettersi un pò perché bocciato senza appello dai mercati e un pò perché spinto dalla magistratura e dai rapporti poco chiari con il suo entourage, tra Milanese e la moglie di questo.
Dall’altra Maroni, secondo me sempre più lontano dalle farneticazioni di Bossi e molto più attento sia alla spinta legalitaria che non può non venirgli dall’ambiente del ministero dell’Interno dove vive ed opera con ottimi risultati e di cui non può non assorbire la cultura, sia alla crescente insofferenza della sua base, stretta fra la pesantezza dei tagli che la stanno investendo e la reazione alle prepotenze di una casta la cui supponenza si sta rivelando in tutta la sua pienezza.

Comunque tenete allacciate le cinture: il ballo è appena cominciato e durerà tutta l’estate.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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