Altro che casta

Ancora una volta la cronaca offusca, e pesantemente, i nostri veri problemi,

Pagine e pagine, chiacchiere e insulti, ragionamenti e sproloqui sulle tattiche di breve periodo dei partiti, con scoperte dell’acqua calda a volte esilaranti, come quella che i leghisti preferiscono Maroni a Bossi: ma lo vedete voi Bossi in televisione?

A colpire sono soprattutto i paragoni con il 1992. Certo che la situazione è la stessa. Ma perché l’Italia è la stessa, i grupp sociali sono gli stessi, i comportamenti sono gli stessi. Quello che manca alla analisi politica spicciola dei giornali e della politica quotidiana è proprio l’attenzione agli interessi prfondi del paese che si ripercuotono, e non possono ripercuotersi, sui voti alle forze politiche che queli interessi finiscono per rappresentare e tutelare.

Sono cambiati i rappresentanti e, quindi, apparentemente, sono cambiati alcuni dei comportamenti esterni, ma le forze di fondo sono rimaste le stesse. Berlusconi ha sostituito Craxi, ma la musica è uguale. E i risultati pure.

Non serve, oggi come nel 1992, scagliari contro la casta. E’ un falso problema, o, meglio, è il classico dito che non lascia vedere la luna. Il problema nasce dal profndo del paese, vi si è radicato e sedimentato a partire almeno dal lontano ’68 ed è un problema che parla a tutti noi.

De te hac fabula narrat avevo cominciato ad argomentare qualche anno fa (1, 2 e 3). Poi io non ho più continuato, ma la storia è continuata salvo qualche saltuaria interruzione.Ma con un piccolo sassolino che oggi fa deragliare tutto: i vincoli esterni sono progressivamente cresciuti ed oggi ci stanno chiedendo il conto.

Ed il contosarà salato. E non servirà prendersela con la casta. E’ vero che abbiamo la memoria corta, ma Berlusconi, Bossi e Tremonti sono stati riportati al governo a furor di popolo solo tre anni fa, mandando a casa Prodi, Padoa Schioppa e Visco colpevoli di ricordarci, ogni giorno, il nostro debito e di volerci far pagare le tasse.

Un piccolo grafico come promemoria, con una osservazione: il 200 è l’anno del cambio della guardia fra Prodi e Berlusconi,

Entrate e spesa pubblica in Italia dal 2000

Ed un calcolo alla carlona: se avessimo tenuto il differenziale dei nostri titoli distato rispetto a quellitedeschi ai livelli del governo Prodi avremmo risparmiato, largo circa, 2 punti percentuali all’anno di interessi che, sul nostro debito pubblico, fanno circa 30 miliardi l’anno che per tre anni, arrivano a 100 miliardi. Ci saremmo risparmiato la metà della patrimoniale che ci stiamo tirando addosso. E ce la tiriamo addosso non perché c’è la casta, ma perché la abbiao votata. Chi fosse Berlusconi e cosa volesse fare lo sapevamo o, almeno, lo si poteve capire benissimo, bastava volerlo.

Chi è causa del suo mal …

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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Una risposta a Altro che casta

  1. Andrea Ballarati ha detto:

    Come non sottoscrivere.

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