Ma chi governa in Italia?

Si sta chiudendo una settimana convulsa ed infuocata. Agosto era un mese tranquillo, con la gente in vacanza ed i problemi sospesi. Il mio blog registrava record negativi di visita. Ma il 2011 è diverso e lo segnala il mio termometro personale: in una settimana più visite che in tutto l’agosto 2010. Il che vuol dire non solo che Internet senza fili è oramai un fenomeno di massa ma che, anche in vacanza, gli italiani cercano, secondo me invano, di capire cosa succede.

Quel che mi ha più colpito è l’evidente perdita di sovranità del nostro governo. La settimana si è aperta con le indiscrezioni sulle comunicazioni che Berlusconi avrebbe fatto mercoledì in Parlamento e sulle proposte che sarebbero state sottoposte alle parti sociali gioveì. Si parlava di contatti di Berlusconi con Draghi e di Draghi con Napolitano.

Mercoledì in Parlamento Berlusconi non ha detto niente, o meglio niente di nuovo: siamo attaccati, ma siamo solidi, la nostra manovra è perfetta e non dobbiamo fare altro se non andare in vacanza tranquilli.  Stesso copione giovedì con le parti sociali: per la fine di settembre vi presenteremo il nostro piano, fate buone vacanze.

E poi venerdì, alle 18,30, la nuova conferenza stampa con Tremonti e Letta con il contrordine: le commissioni di Camera e Senato si riuniscono la settimana prossima per anticipare di un anno il pareggio di bilancio. E ieri Sacconi che rilancia per mercoledì il confronto con le parti sociali. Ma non dovevano andare tutti in vacanza tranquilli?

La mia idea è che da Bruxelles e da Francoforte siano arrivati non più inviti o richiami amichevoli, ma ordini perentori, a cui si sono aggiunti i consigli più amichevoli, ma altrettanto perentori, da Stromboli e da Via Nazionale.

La sostanza del messaggio arrivato a Berlusconi e Tremonti è stato: non scherzate, guardate cosa sono in grado di fare i mercati con il vostro debito pubblico, e, soprattutto, con il costo degli interessi per il bilancio pubblico e, di riflesso, per i bilanci privati. Se volete una mano, (leggere: se volete che comperiamo un poco dei vostri titoli per alleggerire la pressione delle vendite di mercato), datevi una mossa.

 E il duo Berlusconi e Tremonti si è mosso. Ma servirà a poco. Per ottenere credito, oltre ai buoni numeri, occorre credibilità. E quello che si è perso, nell’incredibile teatrino del Berlusconi uno e due, alle Camera e alle parti sociali, e poi tre venerdì pomeriggio, è proprio la credibilità, ammesso che il nostro governo ne godesse ancora di credibilità all’estero.

Vediamo che succede lunedì, ma io non sono ottimista. Bisognava agire, e drasticamente, almeno un mese fa.

Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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