Appelli patriottici, patrimoniale, prestiti volontari e/o forzosi

Strano, e nello stesso tempo stimolante, appello su MF di oggi. Non riesco proprio a buttarla sul ridere come fa nFA, anche se il loro manifesto merita di essere riprodotto.

E poi Panerai non solo non è un cretino, ha un indubbio peso sulla opinione pubblica che conta e le motivazioni con cui supporta il suo appello meritano una riflessione attenta, soprattutto per il diretto attacco alla Germania ed alla esplicita accusa alla sua classe dirigente di operare per mettere fuori gioco o comunque indebolire fortemente un concorrente temibile. Forse è fantapolitica, ma potrebbe anche avere ragione anche se posso solo dire che se è così, noi ce la siamo cercata. E Panerai non si nasconde le nostre responsabilità, a cominciare da quelle di chi oggi regge le redini del nostro paese.

Ma l’appello di Panerai cade come il cacio sui maccheroni delle mie riflessioni sulle strade  per uscire dalla crisi in cui il paese, votando ripetutamente per un incompetente, per tacer del resto, come Berlusconi, ha finito per trovarsi.
Da tempo ho seguito con attenzione ed interesse il dibattito sulla patrimoniale come strumento per ridurre drasticamente il debito ed il suo costo e per rilanciare il paese e la mia prima reazione allo scoppiare della crisi era stata quella di rilanciarla.

Ma poi ho cominciato a ragionare su alcuni numeri. Tralasciando la proposta drastica del dicembre scorso di Amato, l’ipotesi più ragionevole sul tema che ho trovato, anche per il garbo con cui era stata presentata, è stata quella di Modiano, che parlava di un prelievo di 200 miliardi. I titoli di stato che scadono nel prossimo anno sono circa 300 miliardi. Non era forse possibile, invece di prelevare con una tassazione tali importi dal paese, ottenerli sotto la forma di un prestito forzoso? La sottoscrizione obbligatoria, scaglionata in un anno, con criteri tutti da definire, di BTP a lunga scadenza e con un tasso solo leggermente più alto di quello oggi riconosciuto dal mercato ai Bund non potrebbe essere la base da cui partire per ricostruire il paese?

Oggi Panerai invita gli italiani a sottoscrivere volontariamente titoli. Rimane una proposta generica, che non avrebbe alcun effetto sui mercati. Ma Panerai parla anche di una ricchezza liquida disponibile di oltre 3.000 miliardi. Ed ecco allora la mia proposta.

Prima, ma a fianco di tante altre riforme necessarie, un decreto legge che, attingendo in modi e forme che io non sono in grado di definire, obblighi un decimo di tale ricchezza a tramutarsi, nel giro di un anno, in finanaiamento a lungo termine, 15-30 anni, allo stato. Gli effetti immediati sarebbero evidenti: per un anno lo Stato Italiano non dovrebbe più presentarsi sul mercato, si finanzierebbe ai tassi migliori sul mercato, allungherebbe la vita media del suo debito pubblico ed avrebbe il tempo di implementare in un clima più tranquillo tutte quelle riforme che ci necessitano, compresa quella della legge elettorale.

Troppo bello per essere vero. Comunque grazie a Panerai: mi ha confermato nella mia idea che, con una classe dirigente credibile, il paese potrebbe riprendere il cammino.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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Una risposta a Appelli patriottici, patrimoniale, prestiti volontari e/o forzosi

  1. Andrea B. ha detto:

    Ottima idea. Se ci fosse qualcuno in grado di gestire una Politica Economica.

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