Finalmente: contributivo, per tutti, subito

Ancora una volto devo ringraziare Internet e, specificatamente, Pietro Ichino.

Da qualche giorno mi ronzava in testa questo post. A  sentire ripetere da tutti, ed in particolare dai leghisti, che le pensioni attuali non si debbono toccare e che quindi la soluzione del fatto che oggi  non ci sono abbastanza soldi è quella di ridurre le pensioni domani a me continuava a salire la pressione. Ritengo infatti la diseguaglianza fra le generazioni la più ingiusta di tutte, in quanto scarica oneri e pesi su chi non c’è ancora o non è ancora in grado di difendersi.

Il problema delle pensioni nasce oggi perché una parte di coloro che sono in pensione godono di pensioni retributive, del tutto sganciate dai contributi effettivamente accantonati e quindi finanziate dalla fiscalità generale. I problemi sarebbero molto minori se invece tutti fossero nel regime contributivo che restituisce, con regole certe in un dato periodo i contributi versati.

Mi si permetta un piccolo esempio personale. Io sono uno di quelli che non si è molto preoccupato della sua pensione e per la vita che ho fatto ho messo da parte pochi contributi, in parte come lavoratore dipendente ed in parte come lavoratore autonomo. Se consulto il mio estratto conto previdenziale trovo una regoletta semplice semplice, che ricordo solo a grandi linee: da quando compirò 65 anni avrò diritto a ritirare, in rate mensili, ogni anno poco più del 5% dell’ammontare dei miei contributi rivalutati anno per anno in base ai coeficienti versati. In soldoni, da quel giorno partirà la mia scommessa con lo Stato: se riesco ad arrivare da 84/85 anni, lui mi manterrà, se andrò a riposarmi prima, io lo finanzierò.

Mi sembra un sistema facile da capire, semplice da applicare e giusto. Se ritardo a chiedere l’inizio del pensionamento, ho più tempo per veresare altri contributi e la percentuale che lo Stato mi restituirà anno per anno andrà ad aumentare perche si ridurranno gli anni che io, statisticamente, dovrei vivere.

Debbo, come dicevo, ad Ichino la segnalazione di un articolo di Elisa Fornero, pubblicato qualche giorno fa sul Sole24Ore, che, in maniera scientificamente inoppugnabile, sostiene appunto la necessità che, per uscire dai problemi di finanza pubblica che rischiano di travolgerci senza continuare a punire chi non c’è ancora e non ha responsabilità, propone di completare la riforma pensionistica del 1995 con l’introduzione appunto, a partire dal 1 gennaio del prossimo anno. E se qualcuno parla di lesione dei diritti acquisiti (cosidetti mi permetto di aggiungere io) faccia, per cortesia, quattro chiacchiere col cardinale Tettamanzi.

Non credo che Bossi risponderà alle domande della professoressa torinese, che forse gli sono state segnalate. E sono sicuro che non vedrà neppure la mia: ma lui come è messo con la pensione o, meglio, come è messo con i contributi versati rapportati alla pensione goduta?

Prendersela con chi non può difendersi è, da sempre, la peggiore vigliaccheria.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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Una risposta a Finalmente: contributivo, per tutti, subito

  1. Giuliana ha detto:

    Proprio PER TUTTI, sì che mi sembra una sperequazione! Ci perderebbero i lavoratori ormai giunti quasi alla fine della loro età lavorativa, e che non hanno avuto il tempo di crearsi una pensione integrativa, come chi, dal ’95, sapeva dell’opportunità di farlo. Non crede?

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