Undici anni di spese pubbliche

Da un po di tempo sono alla ricerca di qualche dato sintetico sui nostri conti pubblici che mi aiuti a metttere a fuoco i punti focali su cui dovrebbe concentarsi l’azione di risanamento. Anche come antidoto alle troppe chiacchiere e alle troppe sciocchezze che affollano il dibattito politico quotidiano e che offuscano i nostri veri problemi.

Ho recuperato una serie di pubbliccazioni della Ragioneria Generale dello Stato. Pagine e pagine zeppe di dati, dove per un profano come me è praticamente impossibile orientarsi.

Dalla tavola 2.1a pubblicata  a pagina 21 della pubblicazione “La spesa delle amministrazioni centrali dello Stato. Tavole statistiche 2008-2011” ho elaborato questa piccola tabella che evidenzia, dal 2000 al 2010, gli stanziamenti definitivi di spesa. La RGS per ogni anno riporta cinque voci, non del tutto chiare per uno come me del tutto digiuno di contabilità pubblica: 1) Stanziamenti definitivi di competenza, 2) Impegni, 3) Stanziamenti definitivi di cassa, 4) Totale dei pagamenti; 5) di cui pagamenti in c/competenza.

Per semplicità riporto solo gli importi della voce Stanziamenti definitivi di cassa

Anno Spesa finale Rimborso passività      Totale complessivo    N. indice





2000 431.404,3 173.360,8 604.765,1 100,0
2001 461.347,4 195.688,7 657.036,1 108,6
2003 477.522,9 226.197,4 703.720,3 116,4
2003 492.174,5 257.118,8 749.293,3 123,9
2004 491.543,9 235.384,0 726.927,9 120,2
2005 502.569,7 210.692,5 713.262,2 117,9
2006 496.469,3 190.571,2 687.040,5 113,6
2007 534.650,1 193.385,6 728.035,7 120,4
2008 575.346,2 194.459,7 769.805,9 127,3
2009 584.347,9 216.592,4 800.940,3 132,4
2010 567.602,7 225.626,7 793.229,4 131,2

Due notazioni al volo: la crescita costante, con una sola significativa flessione dal 2003 al 2007, soprattutto per la riduzione delle necessità di servizio del debito, grazie alla riduzione dei tassi conseguenti all’introduzione dell’euro; il peso schiacciante del servizio del debito, costante intorno al 30% della spesa.

Una situazione ingessata, oramai incancrenita, a cui ci siamo abituati e che, nella situazione di repentino rialzo del costo del debito cui stiamo assistendo, diventerà rapidamente di difficilissima gestione. Finiremo impiccati al nostro debito.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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