Pensioni. Basta ingiustizie

Le riforme annunciate di Berlusconi sono come le promesse dei marinai.

Ma, purtroppo per i giovani, alcune logiche che le ispirano sono pressoché universalmente accettate e continueranno a produrre danni.

Io trovo particolarmente odiosa quella che guida le realizzate, e le annunciate, modifiche del sistema pensionistico: siccome oggi mancano  i soldi per pagare le pensioni a quelli che oggi sono pensionati operiamo in modo da ridurre le pensioni di chi in pensione non c’è ancora.

Ma se oggi mancano i soldi è perché chi oggi è in pensione gode di trattamenti eccessvi rispetto ai contributi accantonati e allora perché dobbiamo penalizzare altri e non lui? Sostanzialmente sono i figli che stanno finanziando il tenore di vita dei adri.E’ vero che, molto spesso poi, sono i padri che utilizzano i proventi così ricevuti per aiutare i figli oggi in difficoltà, ma la logica di questo sistema mi sfugge.
O, meglio, io trovo tale logica perversa ed ingiusta.

Due rinvii ad approfondimenti sul tema, tutti da Lavoce.info,.
Il regalo del contributivo dà forma grafica ai benefici di cui godono gli attuali pensionati, mentre “La generazione che paga per tutti” utilizza una impostazione interessante ed originale per cercare di evidenziare il peso che stiamo scaricando sui nostri figli.

Trovo perfettamente condivisibile il commento finale del primo articolo: “In condizioni di normalità, vale la regola (non scritta) che una riforma non deve toccare le pensioni in essere. In condizioni di stress finanziario, la regola può essere rivista e anche i pensionati possono essere chiamati a contribuire. L’analisi economica suggerisce che, se si decide di intervenire, è certamente opportuno tener in considerazione il “regalo” che norme generose hanno in passato accordato. È ovvio che ciò non debba però riguardare gli interventi “assistenziali” indirizzati ai lavoratori più sfortunati, nei cui riguardi devono prevalere considerazioni di equità, a prescindere dall’ammontare del regalo ricevuto”

Per la verità faccio un pò fatica a capire l’inciso sulle condizioni di normalità, ma pazienza, Resto convinto che la soluzione corretta del problema delle pensioni sia una solo, e molto semplice: contributivo, per tutti, subito.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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