Quelli che votano due volte

Cttito intorno alla riforma del mercato del lavoro che mi disturba parecchio.. A leggere i giornali sembra che sia in corso una trattativa tra il governo ed i rappresentanti di alcuni gruppi sociali sulla definizione di un testo. Si dovrebbe giungere ad un accordo che dovrebbe essere sancito da una firma, più o meno condivisa.

Ma non si sta discutendo di un contratto, ma di una legge.
E l’iter di formazione delle leggi è un altro: banalizzando al massimo, il governo propone e il parlamento discute e delibera.

Quello in corso è solo una approfondita consultazione che il governo, per sua doverosa informazione e per un, politicamente dovuto ma sostanzialmente errato, ossequio a vecchie prassi sta svolgendo con gruppi sociali più direttamente interessati alla materia su cui si vuole legiferare.

Ma questi gruppi sociali non sono i soli interessati e il fatto che condividano o meno le scelte del governo nulla deve importare. Anche loro votano, come me e come voi, e anche loro hanno quindi rappresentanti in Parlamento perfettamente in grado di rappresentare i loro interessi.
Nessun gruppo sociale, dalla CGIL alla Confindustria, può e deve avere poteri di veto sulle proposte di legge del Governo: in democrazia non esistono cittadini che votano due volte.

Spero che Monti interrompa presto questa manfrina, frutto di una prassi consolidata che ha portato le parti sociali a dividersi le spoglie del paese e a fare i propri miopi interessi di breve periodo alle spalle delle generazioni future, gonfiando il debito.
Presenti un testo al Parlameno, è suo diritto e dovere, il Parlamento discuta e deliberi, come è suo diritto e dovere.
Le parti sociali hanno già detto la loro, e hanno tanti mezzi per influenzare l’operato del Parlamento. Utilizzino queli che la legge loro consente e lascino perdere quelli, a cominciare dai blocchi stradali, che, chissà perché, vengono a volte definiti forme di democrazia e non evidenti reati. E accettino, come facciamo noi,le decisioni della maggioranza del Parlamento.

 Per favore, restituiamo a ciascuno il proprio ruolo e ciascuno si assuma le responsabilità a tale ruolo associate. I sindacati, padronali e dei lavoratori, non contrattano e non firmano leggi, contrattano e firmano contratti. E qui si sta discutendo di una legge che interessa soprattutto che non è rappresentato dai gruppi seduti al tavoli: giovani e disoccupati.

E soprattutto ricordiamo che in una democrazia che si rispetti ognuno ha diritto ad uno, ed un solo, voto.

Annunci

Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
Questa voce è stata pubblicata in Politica interna. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Quelli che votano due volte

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Alberto Ricci ha detto:

    Carissimi,
    sostanzialmente d’accordo col Dottor Ferrari.
    Ogni organismo pubblico deve accettare l’onere di investigare il sentire della Cittadinanza attraverso vere e proprie “antenne”.
    Non può sfuggire il Governo, che, tuttavia, deve astenersi dall’utilizzo selettivo delle antenne, guardandosi bene dalla piena attivazione nei confronti di alcuni interlocutori e, al contrario, dal la chiusura del camale sintonizzato con altri.
    Ritengo che l’uso delle antenne “interne” riuscirebbe di giovamento anche a quella pletora di protagonisti della società che nel tempo hanno assunto atteggiamenti patologici. Mi riferisco ai sindacati, alla stampa, financo, forse, alle organizzazioni di rappresentanza parlamentare, detti , quest’ultimi, anche partiti.
    Patologie incancrenite dagli anni, ricche di sintomi autoreferenziali, spesso votate ad una perniciosa autodichia, a prescindere dai dettati legislativi.
    Sindrome da “lesa maestà”, facilmente svelabile, ma incomprensibilmente accettata; totale assenza di auto-valutazione, per non dire di auto-critica.
    I cittadini possono fare molto? Sì, possono riuscire semplicemente determinanti nel rovesciare il banco, ma a condizione che nei loro ambiti vitali, lavorativi, sociali, culturali, siano adeguatamente critici e auto-critici e, soprattutto, si tengano alla larga dalla tentazione dell'”ormai”, esiziale alibi per molte nefandezze istituzionali e sociali.
    Un saluto a tutti i frequentatori del blog.
    Alberto Ricci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...