Paradossi e domande senza risposta

«Quasi solo in Italia la crescita dell’economia è ormai sistematicamente inferiore al costo del debito (cioè al tasso d’interesse che si paga), anche tenendo conto dell’effetto inflazione. In sostanza il debito del governo, o quello degli abitanti, o delle sue piccole imprese, sale anche se nessuno spende più un solo centesimo»

Lo scrive Federico Fubini sul Corriere della Sera, citato da Phastidio. In soldoni vuol dire che non basta ridurre il debito, bisogna rilanciare la crescita, e cioé la domanda. Ma a me sembra una spirale al ribasso senza fine: ridurre il debito deprime la domanda, come la crescita del debito sosteneva la domanda negli anni passati.

Phostidio sostiene, se non capisco male, che se ne esce grazie alla azione grazie alle riforme e alla azione delle banche centrali che riliquefano l’economia. Concetto che mi sfugge: sono più dell’idea  che l’azione della BCE sia l’ennesimo tentativo di trasferire il debito da Tizio a Caio.

Per sapere come se ne esce bisognerebbe rileggere con calma  il libro di Rheinart e Rogoff, “This time is different” oggi disponibile anche in italiano. Probabilmente con una certa dose di inflazione che riduce il peso nominale del debito stesso.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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Una risposta a Paradossi e domande senza risposta

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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