Che strana classe dirigente

Quel che mi colpisce di più delle vicende della Lega è lo spaccato che ne esce dei valori a cui sembrano orientarsi i dirigenti finiti sotto inchiesta, Bossi, famiglia e soci.

Ma che persone sono quelle che attribuiscono importanza ai diamanti e alle lauree comperate in Albania? E come fa la parte più avanzata del paese a riconoscersi in essi ed a votarli?

Domande senza risposta, almeno per me. Ma anche analisi più dotte ed approfondite non mi pare riescano a trovarne. Rimane in Italia un vuoto di classe dirigente spaventoso, e non mi pare che Monti ed i suoi siano in grado di riempirlo e non solo per la pochezza degli interlocutori politici con cui hanno a che fare. Mi sembra si siano persi per strada. L’unico che sa cosa vuol dire guidare un paese è Napolitano, e questo dice quanto male siamo messi.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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Una risposta a Che strana classe dirigente

  1. Alberto Ricci ha detto:

    Carissimi,
    di solito la responsabilità della crescita del livello di accettabilità di ciò che è inaccettabile è dei ceti maggiormente rappresentativi e autorevoli agli occhi dei Cittadini.
    Per fare un esempio banale, una barzelletta può essere penosa, ma se ne ride il maggiorente di un borgo è molto probabile che i borgatari si convincano di doverne ridere di gusto. E neppure fingendo, ma auto-convincendosene.
    I direttori dei giornali, e non i singoli giornalisti, devono sanzionare con la massima intransigenza comportamenti ed espressioni palesemente illogiche o in malafede.
    Un personaggio pubblico deve capire di dover sospendere la sua vita privata o, al più, renderla pienamente compatibile con la sfera pubblica.
    E così via.
    Auguri a tutti.
    Alberto Ricci

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